Basket

Ball don’t lie, dal vangelo secondo Sheed

Racchiudere in qualche centinaio di parole il festeggiato di oggi (che compie 46 anni), è come cercare di raccontare la storia di un pugile. Il pugilato, che tra le altre cose è una grande passione del soggetto in questione, è uno sport dove te sei solo sul ring a combattere per non cadere, e se cadi devi avere la forza per rialzarti. La storia cestistica e non solo di Rasheed Wallace è una grande rappresentazione di un incontro sul ring. Per l’appunto in quel settembre di 46 anni fa Wallace nasce proprio a Filadelfia la città del pugilato, e non solo per Rocky eh. Che fosse un incontro lui contro il mondo si capisce subito dai primi giorni del college a North Carolina dove i compagni non lo accolgono alla grande ma anzi, fanno di tutto per screditarlo; lui ricambia dominando in qualsiasi lato del campo.

Il giocatore

Il giocatore in questione è un 4 che domina nel ruolo per punti e rimbalzi, insieme a lui forse Kevin Garnett che però a differenza sua ha un pò meno tiro da fuori ma più difesa, in NBA è stimatissimo da tutti i suoi colleghi: e proprio come Garnett ha una passione smisurata per il Trash Talking, chiedere a Kwame Brown che per evitarlo ha inventato per anni febbri ed infortuni vari. Avendo la possibilità di tirare sia con il destro sia con il sinistro Sheed diventa sistematicamente una minaccia in qualsiasi parte o lato del campo. Se ne accorsero i Lakers nella gara 7 contro i Portland trialblazers del 2000 dove però grazie a Shaq and Kobe i gialloviola ebbero la meglio, nonostante la grande performance del numero 30. La sua rivincita personale avverrà nel 2004 quando i Bad Boys, ovvero i Detroit Pistons dove giocava all’epoca, vinceranno proprio contro i Lakers, conquistando così titolo e rivincita.

www.zimbio.com

I record

Il nativo di Philadelphia ha dalla sua un record davvero inusuale. Se infatti leggete molte sue interviste potrete notare come secondo lui sono le “mezze cartucce”, per non usare parole più volgari, a vincere le classifiche di punti, rimbalzi ecc… Ed invece gli uomini veri, come lui, vincono la classifica dei falli tecnici. Il rapporto tra Sheed e gli arbitri è tutt’altro che buono, per lui la classe arbitrale è infatti composta solo ed esclusivamente da persone che nel basket sono fallite come giocatori e che quindi si rifanno sui più forti e caratteriali come lui, perchè ricordatevi sempre Ball don’t lie.

Back to top button