Uno degli autori di Barrage, Tommaso Battista, ha risposto ad alcune domande poste dalla redazione, ci svela i segreti della sua nascita e alcune informazioni per giocarlo al meglio. Leggiamo insieme questa intervista esclusiva:

Barrage – Photo credit: players.it

Barrage, edito dalla Cranio Creations è un gioco di piazzamento lavoratori basato sulla meccanica del flusso dell’acqua.
I giocatori si sfidano nel controllo energetico di un territorio costruendo maestose dighe, implementandole per accrescere la capacità di raccolta dell’acqua e la conseguente produzione energetica che dovrà poi essere trasportata e utilizzata grazie a turbine e a condotti.

L’idea di partenza di Barrage è tale e quale al risultato finale?

No, direi proprio di no visto che il lavoro di design e sviluppo è durato quasi 4 anni e che dal primo prototipo sviluppato autonomamente, con Simone abbiamo poi fatto un completo lavoro di rielaborazione, esplorando moltissime variazioni sul tema. Alcuni elementi essenziali dell’idea di partenza sono però rimasti dei punti fermi fino alla versione finale: in particolare mi riferisco all’idea dell’acqua come risorsa condivisa e non “distrutta“, ma solo impiegata dalle strutture dei giocatori e al valore dell’energia prodotta legata al “dislivello” tra punto di partenza (la diga) e punto di arrivo (la centrale) che poi è stata tradotta in condotte di diverso valore e costo.

“Meccanica e Ambientazione” Chi è nata prima?

Per quanto riguarda le idee di base di cui dicevo prima, sicuramente queste hanno ispirato molto le relative meccaniche. In questo caso parlerei quindi di meccaniche che nascono “insieme” all’ambientazione che – a differenza di quello che talvolta ci si può aspettare da un gioco german – mi sembra integrata nel gioco e quasi imprescindibile. Anche la meccanica della “ruota” che è stata introdotta durante lo sviluppo nasce in un certo senso dall’ambientazione, in quanto anche nel reale mondo delle costruzioni, la corretta allocazione delle risorse (i macchinari) e la loro oculata distribuzione nel tempo è una delle chiavi dell’efficienza.

Barrage
plancia gioco – Photo credit: Il topo di ludoteca

L’interazione così alta in Barrage è stata voluta fin dall’inizio?

Per quanto riguarda l’interazione su mappa direi di sì, proprio perché si partiva dall’idea di una risorsa “condivisa” tra i giocatori. L’alta interazione tra i giocatori è un elemento molto intrigante da inserire in un gioco, anche se pone delle difficoltà di calibrazione nel design per trovare il giusto compromesso tra la possibilità di pianificare a lungo termine e la necessità di adattare la propria strategia alle azioni degli altri giocatori. Essendo così intensa l’interazione tra i giocatori sul tabellone, abbiamo per il resto optato per una interazione indiretta abbastanza classica per quanto riguarda la scelta delle azioni comuni. Nel complesso la tensione tra queste due interazioni mi sembra che abbia dato molta soddisfazione ai giocatori. 

Qual’è il numero “perfetto” di giocatori per godere a pieno Barrage?

La maggior parte dei giocatori tende a preferire partite a 3-4 giocatori, ma durante le fasi di design e sviluppo ci siamo resi conto che la partita a 2 giocatori era estremamente sfidante: pur avendo in teoria più “spazio” su mappa, la particolare interazione del gioco premia strategie in qualche modo “aggressive“. Del resto essendo in due autori, abbiamo testato a lungo il gioco in partite a 2 giocatori, giocando uno contro l’altro!

L’espansione è essenziale per vivere Barrage al 100%??

In un primo momento, poco prima dell’uscita definitiva del gioco, ero convinto – erroneamente – che l’espansione contenesse elementi veramente essenziali. In realtà questo era anche dovuto al lungo periodo di design e sviluppo che ci ha permesso un numero veramente significativo di playtest. Nelle ultime fasi di sviluppo del gioco, anche sulla base della risposta dei playtester completamente nuovi al gioco ai quali facevamo provare il solo gioco base, ci siamo convinti della solidità dell’esperienza del “core game“. Personalmente tendo a giocare il gioco senza espansione con giocatori nuovi anche per varie partite e a introdurla nelle sfide tra giocatori più esperti; in particolare dell’espansione considero molto interessante la possibilità di creare strategie veramente originali in base alla combinazione di edifici speciali presenti (se ne usano 5 su 10) ed il “boost” che può dare un lavoro esterno (ma a che costo!).

Barrage
Plancia Barrage – Photo credit: Giochi sul nostro tavolo

DOMANDA HOT: 
In quale parte del tabellone suggerisci di costruire all’inizio? (montagna-collina-pianura)

Ad un giocatore alle prime armi consiglio di sicuro una strategia prudente con costruzioni progressive partendo dalla pianura. Tuttavia i giocatori più esperti (o spericolati) mi hanno stupito con aperture molto rapide su zone più “costose“, magari sfruttando al meglio la particolare disposizione delle dighe neutrali e costruendo un “motore” di risorse e/o manutenzioni in grado di reggere il ritmo di costruzione. Trovare il migliore equilibrio tra le risorse disponibili e il giusto tempismo nelle costruzioni è in un certo senso una delle chiavi per la vittoria. 

Ringraziamo di cuore Tommaso Battista per la sua disponibilità nel rispondere alle nostre domande. Ci auguriamo di leggere ancora di nuovi progetti di questo autore così producente e umile.
Grazie da parte di tutto lo staff di InfoNerd e Metropolitan Magazine.
(Un ringraziamento speciale a Marianna Angelucci e Simone Magistrato per la loro disponibilità nell’aiutarci a formulare le domande).

Alla prossima..

Seguici su:

© RIPRODUZIONE RISERVATA