Cinema

“Basilicata coast to coast”, totani e pane e frittata di Rocco Papaleo stasera in tv

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Costa a costa, tra un bicchiere di Aglianico e una canzone dedicata alla luna. Al festival nazionale del teatro-canzone di Scanzano Jonico, non si può mancare. Partenza da Matera, attraversando la Basilicata, ma a piedi. Un’ora e mezza di macchina rifiutata per un cammino di 10 giorni. “A piedi ce la dobbiamo fare!“. Solo un carretto con il fedele cavallo bianco, per trasportare i loro strumenti. Di un quartetto fatto di contrabbasso e chitarra, e per tastiere, una pianola rinforzata con le gambe. “Le Pale Eoliche” è il nome con cui ‘faranno strada’. “Io la Basilicata l’ho vista, era notte: diciamo che l’ho intravista”. La voce di Dio non è estranea ai luoghi, ha l’accento lucano. Come forse quella di Cristo, che si è fermato ad Eboli. “Basilicata coast to coast” stasera in tv: fino in un ristorante di Asti sono arrivati i “totani alla Basilicata coast to coast”. Rocco Papaleo li ha visti con i propri occhi.

«La Basilicata esiste, è un po’ come il concetto di Dio, ci credi o non ci credi». Pietre bianche arse dal sole, e una terra rustica e odorosa che ti avvolge. Il cammino lungo le mulattiere, è ripreso da una televisione parrocchiale, interessata alla stravagante carovana. La stanchezza si fa più leggera provando i pezzi. Orgogliosamente originali, ma che non godono di eccessiva fantasia e grandiosità di testi. L’accento del sud, rimbomba dalle casse acustiche. E nei paesini qualcuno con occhio arguto e diffidente scruta il gruppo. “Abbiamo appena superato Latronico, paese gaudente, un po’ libertino, tant’è che per dire vado a fare l’amore si può dire vado a Latronico…”. E la brigata avanza di questo passo.

Coast to coast a piedi, costi quel che costi

“Ao’ a Franco, se te sistemi co’ ‘a fija dell’onorevole ricordate dell’amici”. La band è composta dai seguenti fenomeni, di lessico e strumentali: l’insegnante di matematica Nicola Palmieri (Rocco Papaleo), Salvatore (Paolo Briguglia) studente di medicina, Franco (Max Gazzè) pescatore di pesca libera, e Rocco (Alessandro Gassman) maestro di percussioni sul fodero della chitarra. Amante della celebrità, non passa inosservato nei suoi vestiti da manager ‘ricottaro’. “Basilicata coast to coast“, film di Rocco Papaleo del 2010 stasera in tv, è stato girato tra Maratea, Trecchina, Lauria, Tramutola (PZ), dove ci sono le donne più belle della Basilicata come dice il film, e Matera dove, contravvenendo alle regole della traversata, Salvatore non resiste ed entra nel ristorante per mangiare un piatto di “gnummaridd”.

Canteranno sotto la pioggia, intorno ad un fuoco nella notte, con una giornalista annoiata al seguito, Tropea Limongi (Giovanna Mezzogiorno). Chiunque potrà unirsi al gruppo, così nomade, vagante, ma rassicurante: perché a calpestare la terra si ritrovano le proprie radici. “Quando lavoro al circolo dei miei, mi capita di sentire le chiacchiere dei vecchi che giocano alle carte. E allora ci sono quelli che parlano del tempo e quelli che raccontano le storie. Cose che gli sono successe da giovani, che ne so. E devi vedere come se le ricordano, gli si illuminano gli occhi! A quelli che parlano del tempo, invece, gli occhi non gli si illuminano mai. Senti Tropea, lo sai che ti dico? che io da vecchia mi vedo coi nipotini miei che gli racconto le storie, tipo di quando ho incontrato quattro tizi che stavano attraversando a piedi la Basilicata. E che se avessi potuto, l’avrei attraversata pure io“.

A passo di lumaca si corre

Raccontare la propria terra non è per nessuno esperienza semplice. Ma, in qualunque modo lo si faccia, si sentirà il trasporto. Lo stesso che Rocco Papaleo, con la sua vitalità flemmatica, come una litania di paese, mette in “Basilicata coast to coast“, stasera in tv. Intona le note musicali al tintinnio delle ruote del carretto. Mescola massime di vita al pane e frittata della mamma, “bello sponzato“. Un viaggio, qualunque sia la meta, fugge sempre da confini. Si può andare anche verso il “dolce far niente“, come diceva Goethe, ma carichi di agognata libertà. La critica ha fondamentalmente apprezzato il film, genuino, spontaneo e personale. Dolce e amaro come un ricordo d’infanzia. E complimenti ai suonatori.

Federica De Candia per MMI e Metropolitan Cinema. Seguici

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