Cultura

Batman Ninja – Recensione

Unire un supereroe dal calibro di Batman con il Giappone Medievale e i Robottoni è un’idea folle che solo i giapponesi potevano avere e, soprattutto, farla funzionare alla grande. “Batman Ninja” è un capolavoro; strano, controcorrente e inaspettato probabilmente, ma pur sempre un capolavoro. Io per Infonerd ero alla sua anteprima al Napoli Comicon e a distanza di dieci giorni ancora urlo per l’emozione.

Sinossi: Gorilla Grood (nemico più di Flash che di Batman in realtà, per i neofiti) intende attivare la sua nuova creazione, il Quake Engine, una macchina del tempo, (o meglio un dislocatore spazio-temporale) sull’isola di Arkham Asylum. Batman cerca di fermarlo, ma il primate riesce comunque ad attivare il suo marchingegno e a far risucchiare tutto il manicomio in un buco nero. Bruce non si arrende, combatte, ma alla fine viene risucchiato anche lui. Il Cavaliere Oscuro viene catapultato in un’epoca differente, in un tempo in cui non esiste la tecnologia e non esistono i suoi “giocattoli”: il Giappone Feudale. Incontra Selina e scopre che suoi amici però sono arrivati lì due anni prima di lui. Com’è possibile? Semplice, i pochi secondi di distacco dal momento che è comparso il buco temporale a quando anche lui è stato catturato hanno cambiato la sua dimensione. In quei due anni la sua bat-family e il Giappone hanno assistito all’ascesa di alcuni shogun tirannici un po’ particolari: Poison Ivy, Pinguino, Due Facce, Deathstroke e ovviamente Joker con la sua immancabile Harley Quinn. Il compito del Pipistrello è riportare l’ordine in quell’epoca e far tornare tutti sani e salvi a casa…

Scritta così la trama non è niente più di una nuova missione per il Crociato Incappucciato di Gotham City. Siamo abituati ai suoi viaggi nel tempo e alle sue avventure al limite dell’impossibile, molte di queste avvenute anche in Giappone qualche volta; eppure “Batman Ninjaha qualcosa di completamente nuovo rispetto a ciò che Batsy ha vissuto fino a ora.

Innanzitutto la trama è completamente di stampo nipponico, questo film d’animazione è un vero e proprio anime, con le sue impostazioni e i suoi modi esagerati che riesce a mescolare in modo perfetto due stereotipi lontanissimi fra loro: l’imponenza degli eroi americani della DC Comics e lo stile delicato ma sopra le righe della massima forma d’arte commerciale orientale, l’anime appunto. Per riuscire in questo intendo la Warner Bros. ha affidato allo staff di produzione giapponese, guidato da Junpei Mizusaki, Kazuki Nakashima e Takashi Okazaki, totale libertà inventiva.

I dettagli e le tecniche usate infatti lasciano senza parole: dalla texture del cielo rappresentato all’inizio come una carta di riso (particolare che ho amato alla follia), al re-style e alle “suit” da combattimento dei personaggi, immersi totalmente nello stile del Giappone feudale (Damian con il codino Samurai e una piccola Saru in spalla; Batman con la divisa da Generale prima e nella lotta finale contro il Joker, vestito da Damiyo fino al midollo, con la tipica tuta da ninja dopo; Jason/Red Hood/Cappuccio Rosso con la maschera da bambù che gli ricopre totalmente il volto come quella dei bonzi medievali ecc.). Per non parlare del piccolo scorcio a metà pellicola, cambiamento totale di grafica per sottolineare l’intensità dei sentimenti tra Jason e il Joker, tutto rappresentato come se fosse un dipinto ukiyo-e aumentando così la “poesia” del momento. La tecnica del Cel Shading utilizzata, e criticata fin da quando l’opera è stata annunciata, in realtà è il punto forte di tutto il film. Le scene di combattimento, le acrobazie che sembrano uscite da opere come “La Foresta dei Pugnali Volanti“, riescono a catturare totalmente lo spettatore facendo salire sempre di più l’adrenalina. In più questo tipo di battaglia si sposa perfettamente con l’educazione alla lotta delle arti marziali che Bruce ha acquisito durante tutti i suoi anni di preparazione, che nei fumetti purtroppo vediamo  ben poco perché si preferisce sostituirle con “scazzottate da strada” più incise e più nelle corde occidentali.

Dal punto di vista narrativo ho amato, ma totalmente, la caratterizzazione dei personaggi, soprattutto quella del mio Joker. Personaggio chiave di tutto il film, non ho mai visto sullo schermo una nemesi di Batman così curata e follemente imponente. Neanche l’amato Heath Ledger è riuscito a rendere il Re dei Pagliacci così intenso, così esagerato e senza controllo. Sembra che “Batman Ninja” sia stato scritto proprio per evidenziare la pazzia e l’importanza del Joker, e con lui Harley Quinn, succube e vera sua spalla fino alla fine (anche nei momenti bui). Altro bel dettaglio della storia è invece Batman, riportato alla sua essenza di guerriero senza i suoi bat-giocattoli. Bruce, calato in un ambiente estraneo a quello in cui opera di solito, deve ritrovare una sorta di equilibrio, anche perché lui non è il supereroe classico che può contare su qualche potere, quindi per poter sconfiggere i suoi nemici (e i suoi demoni) deve ritornare al principio: il combattimento. (Ecco perché io amo Bruce, perché a differenza degli altri eroi che hanno poteri e senza di essi non sono nulla, lui di base ha già tutto ciò che gli serve. Dovevo sottolinearlo!)

Solo una cosa non mi è piaciuta: Dick e Tim. Nightwing, spalla per eccellenza di Batsy, e Red Robin sono ridotti a delle macchiette che danno man forte non da dietro le quinte, ma da fuori la porta di servizio. Damian ha un suo spessore, un ruolo tipico dei bimbi giapponesi, Jason con quell’intermezzo ha rivelato ancora una volta quanto il suo assassinio da parte del Joker lo ha profondamente cambiato, Dick invece se dice due battute e anche troppo, mentre Tim è uno stratega utile ma non essenziale. Ah, forse mi è dispiaciuto non vedere anche Lo Spaventapasseri e l’Enigmista, che in un ambiente completamente stravolto entrambi potevano dar vita a grandi cose.

Del resto non vi dico altro, non vi parlo dei MERAVIGLIOSI COLPI DI SCENA, voglio che ve li  fino alle fine come me li sono goduti io.

Quindi non vi resta che scrivervi: guardate “Batman Ninja” e divertitevi con questo film d’animazione completamente diverso rispetto quelli a cui siete abituati con il Pipistrello come protagonista.

Maria Francesca Focarelli Barone (BatMary)

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