Cultura

Benedetto XV, il il Papa che condannò la guerra

Il 21 novembre 1854 nasceva a Genova Giacomo Paolo Giovanni Battista della Chiesa salito al soglio pontificio nel 1914 come Papa Benedetto XV. La sua famiglia, di origini aristocratiche, sembra discenda da casati che, sia da parte di madre che di padre, che avevano dato i natali nel Medioevo ad altri papi. Benedetto XV fu eletto papa poche settimane dopo l’inizio della prima guerra mondiale quando era stato eletto cardinale da soli tre mesi, un evento unico. Data la situazione bellica, l’esperienza maturata nella diplomazia vaticana fu determinante nella sua elezione. Consapevole della gravità del momento, fu fermo oppositore della guerra e elaborò diverse proposte di pace.

Nella sua prima enciclica, ad Beatissimi Apostolorum principis  si appellò ai governanti delle nazioni per l’abbandono delle armi e per mettere fine allo spargimento di sangue. Ma non poté far altro che constatare l’ulteriore allargamento del conflitto. Secondo lui e la sua curia la causa del conflitto era da ravvedersi nella diffusione dell’individualismo liberale e nell’abbandono da parte della società delle linee guida della Chiesa cattolica.

Benedetto XV

Durante tutto il conflitto cercò accordi per una risoluzione diplomatica della guerra. Inoltre si impegnò a fornire aiuti concreti alle popolazioni civili con servizi di soccorso per i feriti, i rifugiati e gli orfani di guerra. A lui viene attribuita le definizioni della guerra come “un inutile strage” e come “suicidio dell’Europa civile”.

La guerra del 1914-18 fu la guerra definita mondiale, che condusse al crollo di quattro imperi e alla nascita degli stati nazionale. E nei pensieri del Papa c’era la fine della guerra senza vinti ne vincitori. Un uomo di fede e di diplomazia, un personaggio di spessore a volte dimenticato dalla storia.

M.Cristina Cadolini

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