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Benedetto XVI accusato di negligenza per 4 casi di abusi sui fedeli

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Sin dal suo insediamento Papa Francesco ha avviato un’azione riformatrice della Chiesa. Sono molti gli scandali di abusi sessuali e di illeciti finanziari, del presente e del passato, con cui si è ritrovato a dover avere a che fare e con i quali continua a scontrarsi ogni giorno. Tuttavia, non è stato il solo a tentare di restituire alla Santa Sede quell’austerità, disciplina e buona dose di purezza che nel tempo sono andate perse. Anzi, altri prima di lui hanno portato avanti una “politica” volta ad estirpare “i mali della Curia” alla radice. Ma che poi siano riusciti nell’intento oppure no, questa è un’altra storia. Ad esempio, anche il Pontefice Emerito Benedetto XVI si ritrovò nella stessa situazione, ma sfortunatamente pare che più di qualcosa sia stato tralasciato.

Stando a quanto rivela un rapporto indipendente sulla pedofilia del clero dell’arcidiocesi di Monaco e Frisinga, infatti, Ratzinger avrebbe “peccato” di negligenza in merito a ben quattro casi di violenze ai danni dei fedeli.

“Le accuse sono false”, Benedetto XVI si difende

A distanza di nove anni dalle sue dimissioni, Benedetto XVI finisce nuovamente al centro della bufera. Alcune indagini interne, difatti, hanno riesumato l’oscuro passato dell’arcidiocesi di Monaco e Frisinga, dove egli ricoprì il ruolo di arcivescovo dal 1977 al 1981. Secondo i dati emersi nell’inchiesta, sarebbero circa 497 le vittime di soprusi in ambito ecclesiastico. Si tratta principalmente di giovani ragazzi o bambini di sesso maschile, con età compresa tra gli 8 e i 14 anni. E i carnefici sarebbero 235, tutti legati al e affiliati del clero (o quasi). Non a caso, tra questi figurano preti, diaconi, referenti pastorali e molte personalità vicine all’ambiente scolastico. Insomma, una pagina decisamente riprovevole per la Chiesa. Ma cosa c’entra l’Emerito con tutto questo?

Ebbene, gli eventi presi in esame dagli inquirenti de llo studio legale Westpfahl Spilker Wastl spaziano su un arco temporale che va dal 1945 al 2019. Dunque, è evidente che gli anni di arcivescovato di Ratzinger vi rientrano in pieno. Nello specifico, egli avrebbe prestato poca attenzione a quattro dei casi totali presi in esame, non accertandosi della storia precedente di alcuni funzionari ecclesiastici o addirittura comprendoli. Naturalmente, il diretto interessato ha rispedito le accuse al mittente, sottolineando la falsità e l’infondatezza delle stesse. Dal canto suo, invece, il Papato ha affermato di volersi prendere del tempo per poter studiare con accuratezza i documenti emersi e decidere sul da farsi.

Scritto da Diego Lanuto.

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