Cultura

Bernstein – West Side Story: Irrefrenabile Antonio Pappano

Concerto di inaugurazione della stagione 2018-19 dell’Auditorium Parco della Musica a Roma. Si celebra con l’evento il centenario del compositore Leonard Bernstein.

“Durante la rappresentazione esploderà un colpo di pistola, vi rassicuriamo che sarà a salve, non c’è motivo di allarmarsi” : con questo avviso viene annunciato l’inizio di uno dei più degni omaggi al compositore Leonard Bernstein.

L’evento, apertura della nuova stagione dell’Auditorium Parco della Musica, è occasione per celebrare Leonard Bernstein, e ricordarne in data odierna la scomparsa nel 14 ottobre 1990.

(immagine web)

West Side Story, opera che ha segnato la storia della musica e del cinema, viene portata in scena diretta dal maestro Antonio Pappano, coinvolto e coinvolgente tanto da diventare uno dei migliori protagonisti della rappresentazione. 

Sul palco i vestiti femminili sono accesi, colorati, sganciati dalla formalità del palco che solitamente li vuole strettamente abbinati all’ambiente classico. Si capisce subito che la serata proposta vuole essere diversamente classica, nonostante coro, direttore, orchestra e partitura.

Per il pubblico più composto e restio, partono le prime note di Mambo: il maestro Pappano sembra non riuscire a rimanere con i piedi a terra per troppi secondi di seguito, trombe e sax saltano in piedi ad ogni crescendo, poi è la volta degli archi, le percussioni esplodono in un ritmo acceso e festoso e solo all’apice di questo climax ecco entrare in scena Tony e Maria

In questa calda e frenetica atmosfera viene enfatizzato il richiamo alla Bohéme (Che Gelida manina..), agli outcast delle luci del Cafè Momus che trovano riparo e calore solo nel nascente amore l’uno per l’altra (Le mie mani sono coì fredde/ Anche le tue/ Così calde/ Anche le tue/ Ma certo. Sono le stesse). 

Il soprano statunitense Nadine Sierra e il tenore Alek Shrader si trovano fortunatamente a cantare nella loro lingua madre, evitando così buffi accenti che son soliti proporre nell’interpretazione di opere classiche italiane. I due trovano casa in West Side Story, dandoci prova della loro capacità scenica ed interpretativa.

(ph: ©Musacchio-Ianniello-Pasqualini)

É però con America che la scena viene rivendicata dalla cantante pop-gospel Tia Architto e dal mezzosoprano Aigul Akhmetshina. Il duetto viene complementarmente condiviso dall’elettrica, profonda e popolare Architto e dall’elegante e brillante Akhmetshina. Nonostante l’assenza dei passi di danza sfrenati, sembra non mancare niente alla frenetica America: il trascinante accento portoricano, l’incalzante ritmo e le due meravigliose voci sotto la guida del danzante direttore d’orchestra che riesce ad entusiasmare anche chi per la prima volta ha deciso di avvicinarsi alla rivisitazione americana di Romeo e Giulietta.

Alla fine del primo atto il pubblico si è ormai sciolto ed il parere condiviso prende forma nelle parole di una vicina di poltrona: “Ti danno l’idea che si stiano divertendo tutti come dei matti”.

(immagine web)

Il secondo atto ci propone subito una meravigliosa interpretazione di Somewhere, cantata dal mezzosoprano che appare sulla scalinata della galleria proprio sopra il palco, rubando così degnamente la scena ai protagonisti qualche metro più sotto. L’attenzione viene poi prontamente ripresa dal direttore d’orchestra che, indossato il cappello da poliziotto ed imboccato il fischietto, prende sempre più attivamente parte nell’opera, interpretando l’ufficiale che cerca di sedare le bravate della banda dei Jet.

L’annunciata pistola si sporge riluttante sulla scena, esplodendo in un colpo che niente può in confronto alla spumeggiante rappresentazione in atto che prevede come reale arma carica in scena il direttore d’orchestra.

Si arriva così all’epilogo della storia, notamente privo del lieto fine che i due innamorati ci fanno auspicare per loro. Il triste finale non concede la possibilità di assaporare il dolore che risiede nella fine di un amore concluso in tragedia, perché l’atmosfera festosa e celebrativa ha prevalso su ogni altro aspetto della serata.

Salgono nuovamente sul palco i cantanti, e nonostante il pubblico non si sia risparmiato nell’elargire copiosi applausi per coro e solisti, ha riservato una standing ovation profondamente sentita per il maestro Antonio Pappano e l’Orchestra dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia, che hanno decisamente dominato la scena sul palco durante questo fantastico evento di inizio stagione.

(immagine web)

 

Eleonora Giulia Meloni

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