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Bibbiano, 24 richieste di rinvio a giudizio

Bibbiano, 24 richieste di rinvio a giudizio. Un passo importante per fare finalmente chiarezza nelle sofferenze di troppi bambini strappati alle famiglie con motivazioni considerate fragili se non capziose e strumentali.

Ad un anno dall’avvio del caso Bibbiano, l’inchiesta sui presunti affidi illeciti nella Val d’Enza arriva finalmente davanti a un giudice. Per il prossimo 30 ottobre è stata fissata l’udienza preliminare per 24 persone per cui la Procura di Reggio Emilia, con il pm Valentina Salvi che ha coordinato le indagini del nucleo investigativo dei carabinieri, ha chiesto il rinvio a giudizio.

L’inchiesta “Angeli e Demoni”, avviata nel maggio 2018 ed esplosa il 27 giugno di un anno fa, aveva portato ad una serie di misure cautelari, ipotizzando un business sugli affidi dei minori, allontanati ingiustamente dai genitori con storie considerate inventate dagli inquirenti, perizie falsificate, finti abusi, disegni manipolati con inesistenti riferimenti sessuali, e ore di sedute di psicoterapia, che sarebbero servite, per suggestionare i piccoli, secondo gli schemi ben noti dello svelamento progressivo.

Un metodo di ascolto del minore secondo cui l’abuso può essere una possibilità costante pur se il bambino non ne rivela le circostanze e non manifesta palesi disagi. Nelle settimane successive all’esplodere dell’inchiesta il caso Bibbiano era anche diventato uno dei temi della campagna elettorale per le Regionali in Emilia-Romagna, con la Lega e le Sardine a contendersi le piazze del paesino emiliano e con le vicissitudini toccate al sindaco Carletti. Il primo cittadino, a lungo ai domiciliari, bdovrà rispondere di reati legati al suo ruolo di amministratore, e non di fatti che coinvolgono direttamente i minori.

Tra gli imputati ci sono Federica Anghinolfi, ex responsabile dei servizi sociali dell’Unione comunale, la psicoterapeuta Nadia Bolognini e il marito Claudio Foti della onlus Hansel & Gretel, il sindaco di Bibbiano Andrea Carletti. Più di cento i capi di imputazione, 155 i testimoni citati dall’accusa, 48 le parti offese, tra cui l’Unione dei Comuni Val d’Enza, i Comuni di Gattatico e Montecchio, il ministero della Giustizia e la Regione Emilia-Romagna.

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