Politica

Biden non cede agli alleati del G7: gli Usa saranno fuori il 31 agosto. Draghi: “Mantenere contatti anche dopo”

Nuovo intervento in serata del presidente Usa, Biden, sulla crisi afghana, poche ore dopo la riunione virtuale del G7. “Ho espresso la gratitudine per la solidarietà ricevuta dai leader degli altri Paesi”, ha detto. Biden ha ricordato che sono state evacuate 70.700 persone dal 15 agosto e che nelle ultime ore sono stati utilizzati altri 19 voli americani. Sono in programma altri 50 voli per evacuare 12 mila persone. “Questi numeri dimostrano il nostro sforzo. E’ necessario coordinare la collaborazione con gli alleati”. Biden ha poi ribadito che “entro il 31 agosto concluderemo le operazioni. Prima finiamo e meglio è”.

Nulla di fatto: le pressioni di Gran Bretagna e Unione europea non sono bastate a far cambiare idea a Joe Biden e agli Stati Uniti. Il G7 sull’Afghanistan di martedì pomeriggio, durato circa due ore, ha portato semplicemente a ribadire il concetto: le truppe americane lasceranno Kabul entro il 31 agosto. E Washington, secondo i media Usa, ha già iniziato a ridurre la propria presenza militare. Nessuna proroga per consentire di evacuare il più alto numero possibile di persone. L’unica concessione è che il presidente Usa, consapevole dei rischi, abbia chiesto al Pentagono di preparare “piani di emergenza” per prolungare la permanenza in Afghanistan se si dovesse rendere necessario. Un fallimento soprattutto per Boris Johnson, che in veste di presidente di turno aveva fortemente voluto il video-vertice straordinario. Il premier britannico e la cancelliera tedesca Angela Merkel in primis avevano cercato di convincere Biden a concedere più tempo. In serata il presidente Usa, durante una nuova conferenza stampa la cui prima parte è stata dedicata al sì della Camera alla maxi manovra da 3.500 miliardi per il ceto medio finanziata da aumenti delle tasse per i ricchi e le multinazionali, ha invitato i partner a “rimanere uniti”.

Tuttavia, ha aggiunto, “il rispetto della scadenza del 31 dipende anche dalla collaborazione dei talebani. Non possiamo permetterci ulteriori rischi. Più a lungo rimaniamo, più aumenta il rischio di attacchi terroristici”. “I leader del G7 sono tutti d’accordo che dobbiamo essere uniti verso l’Afghanistan. Nessuno di noi intende credere alle parole dei talebani senza vedere i fatti. Per lo sforzo umanitario, dobbiamo collaborare per ridistribuire i profughi afghani. Faremo tutto quello che è in nostro potere per evitare che l’Afghanistan dia spazio al terrorismo”. Oggi in Afghanistan “la situazione è molto diversa dal 2001”, ha poi affermato, ricordando che nel 2001 gli Stati Uniti erano entrati nel paese per catturare Bin Laden dopo l’attacco alle Torri Gemelle di New York e assicurarsi che l’Afghanistan non continuasse a essere una base per i terroristi e questi obiettivi, “sono stati raggiunti”. “Continueremo a combattere il terrorismo”, ha aggiunto il presidente Usa specificando che i paesi del G7 lavoreranno “spalla a spalla” per tale obiettivo.

“I talebani saliti al potere in Afghanistan “saranno ritenuti responsabili delle loro azioni nel prevenire il terrorismo e nel rispettare i diritti umani, in particolare quelli delle donne”. Lo affermano i leader del G7 nella dichiarazione diffusa al termine della riunione virtuale d’emergenza dedicata alla situazione afghana. Nel comunicato, i G7 ammoniscono che l’Afghanistan “non deve mai più diventare un rifugio sicuro per il terrorismo e una fonte di attacchi terroristici contro altri” Paesi.  “Esprimiamo la nostra grave preoccupazione per la situazione in Afghanistan e chiediamo calma e moderazione per garantire la sicurezza dei cittadini afghani e internazionali vulnerabili e la prevenzione di una crisi umanitaria”. E’ quanto si legge nelle dichiarazioni finali del vertice straordinario del G7 sull’Afghanistan. “Chiediamo il rispetto degli obblighi previsti dal diritto internazionale sui diritti umani, compresi i diritti delle donne, delle ragazze e dei gruppi minoritari, e che il diritto umanitario internazionale sia rispettato in tutte le circostanze”. Il popolo afghano, affermano i leader del G7, “merita di vivere in dignità, pace e sicurezza”.

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