In queste ore, Billie Eilish sta ripetutamente facendo sentire la propria voce, attraverso i social, per protestare contro l’operato dell’Immigration and Customs Enforcement degli Stati Uniti. L’organizzazione è sotto accusa per l’omicidio di una donna di nome Renee Nicole Good a Minneapolis, nel Minnesota, all’inizio di questa settimana.

Due giorni dopo l’omicidio della trentasettenne, che la Casa Bianca ha definito come “legittima difesa”, nonostante video e testimoni raccontino tutt’altro, la popstar ha duramente condannato l’agenzia. Eilish ha condiviso diversi post consecutivi, rendendo chiarissima la sua posizione. Il primo è un’immagine che etichetta l’ICE come un “gruppo terroristico finanziato e sostenuto a livello federale”. Il creatore, inoltre accusa gli agenti di “distruggere le famiglie, terrorizzare i cittadini e, ora, uccidere persone innocenti”.

Billie Eilish protesta contro le rappresaglie dell’ICE

Il secondo post, invece, invita il Paese ad “abolire l’ICE”, elencando trentadue persone che, solo nel 2025, sarebbero morte sotto la custodia degli agenti federali. Il terzo, infine, incoraggia i cittadini statunitensi a chiamare i loro rappresentanti al Congresso per chiedere che l’agenzia venga privata dei fondi. Auspica, infine, che l’agente che ha sparato il colpo mortale a Minneapolis sia arrestato e incriminato immediatamente.

Eilish si è sempre battuta in prima linea contro le politiche di Trump. Alle elezioni del 2024, la cantante aveva esplicitamente appoggiato la sua avversaria, la democratica Kamala Harris. Prima di venerdì, la nove volte vincitrice del Grammy aveva anche condiviso altri post in cui si scagliava i raid dell’ICE nella sua città natale, Los Angeles.

Federica Checchia