Il founder e CEO di Bliss Agency ci racconta come ha costruito uno spazio unico nel panorama italiano, e come è nato il framework che ha portato in Italia un metodo inedito.
Nel 2005 il libro «Blue Ocean Strategy» presentò una tesi tanto semplice quanto rivoluzionaria.
Per gli autori Mauborgne e Chan Kim le aziende più intelligenti non combattono nei mercati affollati ma creano mercati nuovi. Oceani blu, appunto: spazi in cui la concorrenza è irrilevante, e che nessun altro potrebbe occupare (in maniera altrettanto profittevole).
Francesco Acri, founder e CEO di Bliss Agency, ha identificato nel mercato italiano della consulenza strategica uno di questi presidi: un sistema in cui strategia ed esecuzione non hanno mai due proprietà divise.
Da questa osservazione è nato il suo framework proprietario: un metodo strutturato in tre livelli, che oggi occupa uno spazio difficile da replicare.
Abbiamo incontrato Francesco per capire come nasce un’idea del genere, e perché in Italia nel 2026 questo spazio fosse ancora vuoto.
Quando nasce Bliss Agency?
“L’idea di Bliss nasce durante il COVID”, racconta Acri. “In quel periodo mi sono reso conto di quanto mancasse organizzazione per sostenere le strutture”.
“Guardando il mercato italiano, ho notato che c’era uno spazio vuoto. Non penso mancassero le competenze, però mancavano sistemi coerenti. E più salivo di livello, più notavo come la gestione di certe realtà fosse dislocata. Da una parte c’era chi si occupava della strategia, dall’altra chi si occupava dei contenuti… Tenere insieme i pezzi era complicato, soprattutto nei momenti di crisi. Bliss è nata lì.”
E così avete deciso di occupare quello spazio.
“Abbiamo deciso di costruire una struttura che potesse coprire l’intero perimetro. Advisory, Governance, Operations, sempre sotto un’unica regia. Superare la logica dei fornitori e applicare un metodo coerente dall’inizio alla fine del processo.”
Ne è nato un framework.
“Sì. all’epoca ho osservato il modo in cui le grandi realtà della consulenza internazionale si posizionavano. Allora ho capito che i vari strumenti che insegnano nelle università potevano essere validi quando sono stati creati, ma oggi no.”
“Non si può più parlare di SWOT e UVP”, continua Acri. “A un certo punto bisogna introdurre criterio, e il criterio che ho creato per Bliss viene dall’osservazione diretta e produce risultati concreti e misurabili. Ne è nata una sequenza operativa. Problema, Soluzione, Valore, Azione.”
E come si applica questo principio?
“Il cliente viene da noi quando qualcosa non funziona. Quando non comunica bene, quando è discontinuo, caotico. O quando è scoppiata una guerra e il suo prodotto non può più essere esportato. Ci sono fattori molto più grandi di noi. Bliss entra in gioco lì: nel problem solving, nell’individuare le vie di uscita per mettere ordine.”
“Allora partiamo dal problema reale, che spesso non coincide con quello dichiarato. Capiamo cosa sta succedendo davvero prima di proporre qualsiasi soluzione, e solo a quel punto lavoriamo per generare un valore misurabile. Non si salta nulla.”
Perché questo posizionamento è difficile da replicare?
“Costruire una struttura come la nostra richiederebbe anni e un team con competenze che nel mercato italiano difficilmente coesiste sotto lo stesso tetto. Un competitor che volesse occupare questo spazio dovrebbe formare le persone, cambiare il posizionamento, spiegare il processo ai propri clienti. Il costo supererebbe il vantaggio.”
“Advisory, Governance e Operations sono realtà che nel panorama italiano sono sempre state divise. Bliss unisce tutto in un metodo solo”.
E cosa resta, alla fine?
“I numeri. Quelli non mentono.”
Risivi & Co, gioielleria urban della scena italiana, con l’agenzia di marketing e comunicazione Bliss Agency, è passata da 145.000 euro di fatturato nel 2022 a 556.000 nel 2024. Oro Elite ha chiuso il 2024 con un utile netto cresciuto del 192%. “Non perché i brand fossero deboli”, precisa Francesco. “Mancava un sistema e noi lo abbiamo costruito.”
Le aziende che occupano un Oceano Blu si riconoscono da qui.
È così che Francesco Acri ha trovato il suo: non cercando uno spazio libero, ma costruendo il metodo che nessun altro aveva ancora avuto il coraggio di immaginare.





