Arte e Intrattenimento

Blu Attitude, una realtà tra architettura e arte, alla sua prima installazione

A partire dal proverbio cercare l’ago in un pagliaio, lo studio BLU Attitude ha voluto reinterpretare la metafora di un autentico pagliaio con all’interno un ago, con la sua prima installazione. Si tratta di un’installazione temporanea, realizzata sulle colline marchigiane, durante il mese di giugno, a seguito della battitura del grano e prima dell’imballaggio della paglia. L’artefice di quest’opera è BLU Attitude, un organismo multidisciplinare, che opera tra architettura, design e arte. Attraverso un linguaggio innovativo dal punto di vista formale, individua e raggiunge il giusto equilibrio tra sociologia, ecologia e tecnologia. Si pone l’obiettivo all’interno di ciascun progetto, creando un percorso investigativo, di unire l’immaginabile con il reale. 

BLU Attitude, un progetto “oltre i confini”

BLU, acronimo di Building, Landscape, Urbanism, è un rimando al colore, inteso come entità senza confini. Attitude rappresenta l’attitudine che caratterizza l’intero percorso progettuale. Un atteggiamento consapevole e rispettoso dell’ambiente che ci circonda, proveniente da una coscienza profonda, necessaria per vivere in armonia con il mondo, che si esprime tramite un equilibrio di colori, forme e proporzioni proprie della natura. La filosofia di BLU Attitude consiste nella ricerca costante di nuovi modi di concepire, sperimentare, progettare e riutilizzare. La collaborazione con professionisti di vari settori diventa pertanto indispensabile, al fine di unire le capacità e le conoscenze, creando un sistema complesso ed unico nel suo genere.  Il progetto e l’intenzione di BLU Attitude cercano di instaurare un rapporto di integrazione e connessione, interdipendenza e mutualità, mutazione ed evoluzione tra fruitore, progetto e contesto. Cercando di raggiungere l’obiettivo, combinando principi di sostenibilità a tecnologia d’avanguardia. Risulta, pertanto, fondamentale che il rapporto simbiotico tra fruitore, progetto e contesto ambientale diventi una consuetudine nell’approccio progettuale, fino a diventare un’attitudine diffusa. 

L’installazione Palearium di BLU Attitude

L’antica metafora “dell’ago e del pagliaio” è al centro della prima installazione di BLU Attitude. Nelle marche, è stata realizzata l’opera temporanea che prevedeva all’interno del pagliaio un contenitore, rivestito in alluminio, dentro il quale si trova una grande pietra dorata, “infilzata” da un ago.  Ad altezze ed inclinazioni diverse sono alloggiati dei tubi in alluminio, che simboleggiano metaforicamente dei telescopi, necessari per scovare il prezioso ago. Alcuni di essi connettono l’occhio del ricercatore a punti di vista volutamente scelti del paesaggio circostante, mentre soltanto uno conduce alla visione dell’ago, nel suo stato di immobilità perpetua. Per BLU Attitude cercare l’ago non significa soltanto cercare qualcosa di apparentemente introvabile, ma rappresenta simbolicamente il concetto di serendipità, termine coniato da Horace Walpole, per esprimere l’importanza della ricerca e di ciò che si trova durante questo percorso esplorativo, a prescindere dal raggiungimento finale dello scopo iniziale prefissato, ovvero l’ago.

Blu Attitude, una realtà tra architettura e arte, alla sua prima installazione

L’ago rimanda non solo al proverbio in senso letterale, ma diventa anche metafora dell’atto di cucire un solido legame tra passato e futuro, tra tradizione e innovazione, per salvaguardare l’identità culturale e conoscitiva. Storicamente l’uomo è sempre stato a contatto con la natura, studiandola, imitandola e rispettandola, instaurando un rapporto quasi simbiotico con essa, tramandato e affinato di generazione in generazione. La vita iniziava al sorgere del sole, seguiva il ritmo lento delle stagioni, il lavoro era accompagnato da prassi consolidate a tal punto da divenire dei gesti rituali. Poi tutto questo è andato disgregandosi giorno dopo giorno, le tradizioni sono state smantellate da nuovi strumenti e saperi, omologando quei caratteri e quelle qualità che creavano la diversità.

Il pagliaio: un esempio di economia circolare

Il Pagliaio è espressione di un’architettura rurale ecosostenibile, tipica della penisola italiana e diffusa anche in gran parte del continente europeo, realizzata con materiali poveri, disponibili in natura e assemblati dalla manualità artigianale. Originariamente permetteva di accumulare, conservare e accedere facilmente alla paglia o al fieno, usati come foraggio o lettiera per il bestiame presente nelle case rurali. L’installazione, essendo costituita da paglia, può essere considerata come parte di un sistema di economia circolare, in cui ogni elemento contribuisce al funzionamento di un ciclo produttivo sostenibile, annullando la produzione di scarti e/o rifiuti.

L’installazione vuole porre una riflessione sul valore della ricerca a livello esperienziale e, al contempo, sull’importanza di salvaguardare le tradizioni, sorte di iperoggetti.

Blu Attitude, una realtà tra architettura e arte, alla sua prima installazione

Chi sono gli architetti che hanno realizzato l’installazione?

Beatrice Gianni e Dennis Schiaroli sono i due architetti che hanno ideato, curato e realizzato l’installazione Palearium. Con BLU Attitude sono stati capaci di sintetizzare l’antico concetto della ricerca, dell’esperienza, della scoperta in un’opera che incarna la semplice (ma non semplicistica) definizione del legame tra ciò che cerchiamo e ciò che (speriamo di) trovare.

Blu Attitude, una realtà tra architettura e arte, alla sua prima installazione

Beatrice ha conseguito la Laurea Magistrale in Architettura, con lode, presso l’Università degli studi di Genova, in cui ha successivamente ottenuto l’Abilitazione Professionale. Dopo un’importante esperienza formativa a Savona presso Marco Ciarlo Associati, si è trasferita a Roma, presso Fuksas Architects, in cui ha collaborato per oltre dieci anni come Project Leader e Project Manager, fino a diventare Associated Partner. Beatrice ha gestito e partecipato a concorsi e progetti internazionali, insieme all’architetto Massimiliano Fuksas, dal concept alla realizzazione, e seguito cantieri importanti in Europa, Asia ed Emirati Arabi. Inoltre ha partecipato a diverse conferenze di rilievo internazionale in qualità di keynote speaker presso ACO Academy di Amburgo (2019), Triennale di Milano (2019), Università Tecnica di Istanbul (2018).

Dennis ha una formazione accademica di livello internazionale, laureato in Architettura, con lode, presso l’Università di Arti Applicate di Vienna Die Angewandte; è stato vincitore di borse di studio, tra cui la Full Bright Scholarship, per conseguire il Master in Architettura presso Southern California Institute of Architecture SCI-Arc di Los Angeles; successivamente ha lavorato come designer e progettista in studi di grande prestigio a Londra, presso Zaha Hadid Architects, e a Roma presso Fuksas Architects, collaborando a progetti di livello internazionale come aeroporti, musei e grattacieli. Alcuni dei suoi lavori sono stati oggetto di pubblicazione ed esposizione a livello internazionale, tra cui: UCLA Los Angeles (2019), MAK Museum di Vienna (2017), Biennale di Vienna (2017), Biennale di Architettura di Tallin (2017), Biennale di Venezia (2016).

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