Era il 2006 quando lo scrittore Dan Brown spiegava il ruolo che l’allora moglie Blythe ha avuto nella realizzazione e nel successivo successo de Il Codice Da Vinci. All’epoca lo scrittore la definiva “La mia ricercatrice, la mia editor, la mia musa”, riconoscendole tutti i meriti. Blythe, di fatto, ebbe un ruolo determinante nella ideazione e nella scrittura dei suoi romanzi e fino a qualche tempo fa si era detta contenta di lavorare, seppur silenziosamente al suo fianco. Poi però le cose sono cambiate. Da quelle dichiarazioni sono infatti trascorsi 14 anni ed adesso la donna, dopo la fine del loro matrimonio, pretende di poter avere la sua parte.
Blythe Brown, ex moglie e musa dello scrittore Dan Brown, lo ha portato in tribunale accusandolo di aver intrapreso una “condotta illecita e vergognosa” durante gli ultimi anni del loro matrimonio. “Dan ha vissuto una proverbiale vita di bugie, a tutti gli effetti ha condotto una vita clandestina”, sostiene la donna. A suo dire infatti, lui avrebbe “segretamente sottratto” ingenti somme di denaro “per condurre sordide relazioni extraconiugali” con diverse donne, tra cui un addestratrice di cavalli olandese e una parrucchiere locale.
Blythe Brown sostiene di aver scoperto che Dan Brown ha usato i fondi dei loro beni comuni per donare un cavallo del valore di 345.000 dollari, una macchina nuova, un camion per il trasporto di cavalli e i lavori di ristrutturazione dell’appartamento per l’addestratrice di cavalli con la quale avrebbe avuto una relazione. Secondo le accuse dell’ex moglie, Brown avrebbe usato i loro beni comuni anche per intrattenere una relazione con “un funzionario politico” e con la sua personal trainer, ed avrebbe occultato dei nuovi progetti di Blythe Brown basati sui romanzi che la coppia aveva “creato insieme”. Accuse smentite con forza dallo scrittore, che ha replicato dicendo che le affermazioni dell’ex moglie sono false e, con un comunicato, Brown si è detto “sconcertato da accuse che non riflettono la verità”.
Lo scrittore ha sostenuto di non aver mai nascosto nulla a Blythe e di averle concesso il 50% dei diritti con il divorzio. “Per ragioni note solo a lei e possibilmente al suo avvocato ha creato un resoconto immaginario e vendicativo di alcuni aspetti del nostro matrimonio, teso a danneggiarmi e imbarazzarmi”, ha proseguito Brown.





