Il Boca torna alla Bombonera vincendo. Ma l’abbondanza della panchina ha fatto sorgere un nuovo grande dubbio in casa Boca: Zárate o Tevez?

Al Boca Juniors sta tornando tutto alla normalità. O quasi. “Normalità”, perché in settimana il Boca Juniors, dopo aver zoppicato nella prima uscita dopo la cocente sconfitta in finale di Libertadores (1 a 1 a Rosario contro il tosto Newells Old Boys), ha trovato la prima vittoria convincente della stagione: 4 a 0 a San Juan contro il San Martin. Poi, ieri, è tornato in una Bombonera stracolma dopo la cocente sconfitta di Madrid. Ed ecco che le ruote sono sembrate essere tornate sui binari giusti. Potenzialmente a – 8 dalla vetta della classifica e quarto posto (che significa qualificazione alla Copa Libertadores 2019) agguantato. Ma c’è qualcosa di nuovo che preoccupa il nuovo allenatore del Boca e i tifosi xeneizes. Un dualismo che Schelotto nella precedente gestione era riuscito a nascondere: Zárate o Tevez?

I giocatori del Boca Juniors si abbracciano dopo il gol di Benedetto alla prima alla Bombonera dopo la sconfitta in Libertadores (fonte: ole.com.ar)

Il passaggio dell’ex Lazio e Fiorentina Zárate al Boca fu parecchio discusso l’anno passato. Non solo perché aveva giurato amore eterno alla squadra dove era cresciuto, la squadra del suo cuore: il Vélez Sarsfield. E non solo perché non ha esitato a dire sì alla squadra più blasonata di quella parte di mondo, abbandonando i suoi ex tifosi furenti e delusi. Ma anche perché Tevez, eroe del popolo bostero, aveva sentito quell’innesto come una mossa mirata a farlo fuori dalla squadra. D’altronde fanno lo stesso ruolo. Hanno entrambi un passato in Inghilterra e in Italia (anche se con risultati completamente diversi). Hanno entrambi grandi doti tecniche. Giocate simili, nelle stesse zone di campo. E, soprattutto, ci sono ben 3 anni in meno sul groppone dell’ex laziale. Quindi, forse, quella dell’Apache ex Juventus non era solo una paranoia.

Tevez e Alfaro si scambiano un cinque dopo la sostituzione di Carlitos nel match contro il Newells (fonte: ole.com.ar)

Detto tutto questo, però, fino alla finale di Libertadores di Madrid (ergo la sconfitta che ha scosso le fondamenta del Boca) Tevez è rimasto uno dei giocatori simbolo, pur partendo dalla panchina. Zárate, invece, un passo indietro. Un innesto evitabile, addirittura. E l’arrivo di Alfaro al posto di Schelotto sembrava confermarlo: “Tevez sarà titolare e perno del Boca che ho in testa” ha detto solo qualche settimana. Ma più in là delle dichiarazioni, però, c’è il campo. E il campo ha detto – e sta dicendo – altro. Una settimana fa – a Rosario contro il Newells – l’ex bandiera del Vélez si è mostrato intraprendete, da subentrato. E dopo qualche giorno – nella goleada inflitta in settimana al San Marin – Zárate è risultato essere il migliore in campo dal 1’. Giocatore chiave nello schema tattico di Alfaro. Lì, tra centrocampisti e difensori avversari. La stessa zona nella quale Tevez ha fatto innamorare i tifosi del Boca e non solo. Velocità. Intensità. Tecnica. Buona intesa con Whanchope Abila davanti. Zárate se ne beve un paio e ci prova di sinistro. Zárate di punizione sfiora la traversa. Zárate gran dribbling e palla filtrante per il 2 a 0 di Pavón. Zárate imbeccato da Whanchope spara di destro all’angolino per il 3 a 0. Zárate palla al piede ci riprova di sinistro. Zárate. Zárate. Zárate.

Zárate esulta dopo il gol del 3 a 0 nella vittoria del Boca Juniors contro il San Martin (fonte: dal web)

Pavón, appena schiaffato in rete il destro dell’1 a 0, è corso ad abbracciare l’Apache. Whanchope, grande amico di Tevez, dopo il gol ha abbracciato calorosamente Zárate., che a fine partita ha dichiarato “è difficile per lui [Alfaro]. Ci sono due giocatori per ruolo”. Che quegli abbracci rappresentino una pace nello spogliatoio? Questo è difficile a dirsi. Intanto però, ieri, alla prima alla Bombonera dopo la disfatta di Madird, Alfaro ha cambiato ancora in attacco, schierando Tevez e Benedetto titolari. Acclamati dal pubblico sono entrati per primo e secondo in campo per il riscaldamento, in uno stadio ruggente. E dopo poco el Pipa Benedetto ha mostrato di nuovo la lingua (come fatto in finale di Libertadores contro il River e spernacchiata dai millos) dopo aver trovato il gol del vantaggio su rigore. L’avversario però era di quelli tosti, il Godoy Cruz, e non ha certo lasciato campo libero al Boca di riconciliarsi (purché ce ne fosse bisogno) con la Doce. La partita è rimasta ruvida. E poco dopo l’inizio del secondo tempo ecco che Zárate è comparso, al posto di Tevez. E dopo una ventina di minuti ha trovato ancora il gol. Il Boca ha una grande panchina, questo è sicuro. Ma occhio che quella panchina non sia troppo ingombrante.

Luca Matteuzzi