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Bohdan Tsymbal, dai Giochi di Pechino a Chernihiv: l’immagine destabilizzante della guerra

E’ destabilizzante l’immagine dell’atleta ucraino di biathlon, Bohdan Tsymbal, addormentato con il figlio neonato sul petto. Paradossale come un solo un mese fa era a Pechino a festeggiare con i suoi compagni della staffetta per il nono posto ai Giochi Invernali di Pechino, mentre adesso si trova avvolto dagli orrori della guerra.

Tsymbal e suo figlio, pensiamo alla guerra

Il Twitter del Parlamento Ucraino ha pubblicato la struggente foto dell’atleta che culla sul proprio petto suo figlio appena nato. E’ un immagine che fa riflettere e commuovere chiunque la guardi, una testimonianza artefice dell’ennesimo orrore della guerra.

Sicuramente, un mese fa Tsymbal non poteva immaginarsi questa svolta drammatica e inaccettabile della sua vita, passando i primi giorni con suo figlio in uno scantinato di Chernihiv ad oggi trasformato in un rifugio. Probabilmente non se lo aspettava nemmeno quando vi è stato un peggioramento della situazione alla fine delle competizioni appena rientrato in patria per riunirsi con la sua famiglia.

Un pensiero ai bambini in Ucraina

Le bombe russe continuano a cadere su tutto il paese. Dichiara Lyudmila Denisova su Telegram, la commissaria per i diritti umani delle Verkhovna Rada, il parlamento ucraino, che sono stati uccisi almeno 71 bambini in Ucraina dall’inizio dell’offensiva del 24 Febbraio.

Non è intravista la pace in Ucraina ma pensiamo alle famiglie e ai bambini, che in cerca per un futuro migliore pensano a fuggire. Salgono a oltre 2,3 milioni di persone che hanno lasciato il paese da quando è accaduto l’assalto russo. Di queste dichiara Unicef, che oltre 1 milione sono donne e bambini, perché gli uomini dai 18 ai 60 anni rimangono in patria a combattere. E’ un numero impressionante e sconvolgente, è una chiara indicazione di quanto sia ormai una situazione allarmante per i bambini, le loro famiglie e il loro futuro.

Save the children lancia l’allarme anche sui 6,5 milioni di minorenni rimasti ancora nella città ucraine in cerca di un riparo e un rifugio, passando le loro giornate stracolmi di paura e rischiando ogni istante della loro vita. I bombardamenti aumentano e le medicine, acqua pulita e cibo scarseggiano quindi presto inaccessibili per tutti.

Pensiamo ai bambini in Ucraina e alla sofferenza inaccettabile che sta generando questa guerra.

11 Marzo

Valeria Muratori

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