Cronaca

Bologna e Ustica, due stragi e un mistero lungo 40 anni

Bologna e Ustica, il presidente Mattarella a Bologna per le commemorazioni del 40° della strage del 2 agosto, poi la visita al museo coi resti del DC9

E’ arrivato nella tarda mattinata del 30 luglio, a Bologna il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella per commemorare le vittime delle stragi di Ustica e  della Stazione centrale di Bologna, avvenute entrambe nel 1980, per incontrare i familiari delle vittime e per chiedere la verità, attesa da 40 anni nella sua completezza.

BOLOGNA E USTICA: IL PRESIDENTE SERGIO MATTARELLA A BOLOGNA (C) IL RESTO DEL CARLINO
BOLOGNA E USTICA: IL PRESIDENTE SERGIO MATTARELLA A BOLOGNA (C) IL RESTO DEL CARLINO

Dall’aeroporto Marconi ha raggiunto la Cattedrale di San Pietro, dove è stata celebrata una Messa in suffragio delle vittime dal cardinale Zuppi

In prima fila, il presidente ha ascoltato le parole del porporato:

“La memoria ci fa provare anche l’acuta e insopportabile ingiustizia della mancanza di verità, amara, perché memoria anche di delusioni, ritardi e opacità spesso senza volto e senza nome”.

Al termine si è recato in Stazione centrale dove ha incontrato i famigliari ascoltando le parole del presidente dell’ Associazione delle vittime  Paolo Bolognesi, che si è detto certo “che la sua presenza sarà di buon esempio per portare alla luce la verità e porre fine ai tanti depistaggi”.

BOLOGNA E USTICA, LA STAZIONE DI BOLOGNA DOPO L'ATTENTATO DEL 2 AGOSTO 1980 - FOTO DAL WEB
BOLOGNA E USTICA – LA STAZIONE DI BOLOGNA DOPO L’ATTENTATO DEL 2 AGOSTO 1980 – FOTO DAL WEB

Ha sostato davanti alle lapidi che ricordano i tanti morti innocenti di quel 2 agosto e poi, malgrado la sua fosse una visita in forma privata e non fosse previsto alcun discorso, ha preso la parola dicendo:

“Vi sono poche parole da dire: dolore, ricordo, verità. Il dolore per le vittime, per gli uomini, le donne e i bambini assassinati. Ognuno aveva un futuro che è stato cancellato, è stata sconvolta la vita dei familiari, il nostro Paese è stato destabilizzato. E’ un dolore inestinguibile, una ferita che non può rimarginarsi. Il ricordo serve a essere vigili, a evitare che si ripeta qualsiasi avvisaglia di strategia del terrore”.

Il presidente ha ricordato la reazione dei cittadini bolognesi che dopo l’immediato comprensibile sgomento e spavento per l’accaduto, ha sempre mantenuto un atteggiamento composto ma determinato. Per questo, ha poi concluso:

“Il ricordo sarebbe incompleto se non accompagnato dalla ricerca di piena verità, esigenza di giustizia contro ogni tentativo di depistaggio”.

Infine ha visitato il Museo di Ustica, dove si trovano i resti dell’aereo nato per volare. Presenti numerose autorità, dal sindaco Virginio Merola al presidente della Regione Stefano Bonaccini al prefetto Francesca Ferrandino. All’interno, l’incontro con la presidente dell’ Associazione delle vittime Daria Bonfietti, che ha rimarcato quanto fosse importante e attesa questa visita.

BOLOGNA E USTICA, IL MUSEO DI USTICA (C) QUI BOLOGNA
BOLOGNA E USTICA, IL MUSEO DI USTICA (C) QUI BOLOGNA

Un tempio della memoria, così è stato definito da Mattarella il luogo che ospita i resti del Dc9 Itavia. Aggiungendo poi che “è giunto il momento di chiedere collaborazione agli Stati alleati per ottenere l’ultimo pezzo di verità, ovvero chi fossero gli esecutori materiali”.

Il 2 Agosto l’omaggio alle vittime sarà trasmesso da piazza Maggiore sui canali Youtube del Comune mentre in serata si terrà un concerto negli spazi di Sotto le stelle del cinema con prenotazione.

Ustica e Bologna, due stragi a poca distanza l’una dall’altra

La strage di Ustica avvenne il 27 giugno 1980 e quella della stazione di Bologna poco più di un mese dopo: sono due tragedie che sembrano sempre più legate tra loro e che continuano a segnare profondamente  la comunità bolognese lasciando ricordi indelebili. Entrambe avvennero in estate: il primo nel cielo di Ustica, il secondo nel cuore pulsante di Bologna, la stazione centrale, crocevia d’ Italia.

Le vittime delle due stragi, 166 in tutto

La  strage del cielo avvenne in una tiepida sera di venerdì: morirono  81 persone, partite per lavoro o per trascorrere una vacanza in SiciliaLa strage della stazione avvenne nel primo sabato di un agosto caldo e afoso: la bomba esplose alle ore 10.25, uccidendo 85 persone di diversa età e provenienza. La risposta della città fu immediata. Chiunque si trovava nelle vicinanze, dopo i primi momenti di smarrimento, si prodigò per soccorrere i feriti e aiutare i sopravvissuti. 

Il museo di Ustica realizzato da Boltanski

Negli anni 2000 è stato allestito il museo della Memoria di Ustica, realizzato da Christian Boltanski. Le 81 vittime della strage sono ricordate attraverso altrettante luci che dal soffitto del Museo si accendono e si spengono.  Intorno al velivolo ricostruito, 81 specchi neri riflettono l’immagine di chi percorre il ballatoio, mentre dietro ad ognuno di essi 81 altoparlanti emettono frasi sussurrate, pensieri comuni e universali, a sottolineare la casualità che rende ancora più incomprensibile questa tragedia. 

BOLOGNA E USTICA - L'OROLOGIO DELLA STAZIONE DI BOLOGNA FERMO ALL'ORA DELLA STRAGE (C) ANSA
BOLOGNA E USTICA – L’OROLOGIO DELLA STAZIONE DI BOLOGNA FERMO ALL’ORA DELLA STRAGE (C) ANSA

Stazione di Bologna: quell’orologio fermo alle 10.25…

 La strage della Stazione è ricordata da vari segni: l’orologio fermo alle ore 10. 25, lo squarcio della sala d’attesa , la lapide che commemora i defunti e quella con la preghiera del Pontefice Giovanni Paolo II pronunciata il 18 aprile 1982. Perché anche le giovani generazioni sappiano e non dimentichino, da 40 anni sono ancora tanti gli insegnanti che continuano a portare i loro studenti in questi luoghi. Perché  è a loro che spetta l’ arduo compito di costruire un mondo migliore.

Marilena Lelli* e Anna Cavallo

* Saggista e insegnante, vive e lavora a Bologna. Il padre, Angelo Lelli, è stato segretario regionale Uil Trasporti e presidente nazionale mutilati, invalidi e vedove delle Ferrovie dello Stato. Salvo il 2 Agosto per puro miracolo, avendo l’ufficio sul primo binario. Contrariamente al solito, quella mattina andò a prendere il caffè sul ponte di Galliera e non al bar della stazione.

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