Cinema

Bong Joon-ho dirigerà un musical

Hai girato “Parasite”, un film allucinante, hai vinto Palma d’oro, hai vinto l’oscar al miglior film, la migliore regia, la migliore sceneggiatura originale, il miglior film straniero, sei tutto ciò che i registi sudcoreani vorrebbero essere, un mito, un divo, una leggenda, praticamente una divinità orientale capace di compiere imprese impensabili, convincente anche al box-office, volgio dire quattro milioni di euro in Italia non sono male per niente, quindi cosa vuoi di più Bong Joon-ho? Eh cosa vuole, chi ha fame mangia è una costatazione, e il regista di Taegu detiene una fame olimpionica. Ha già in mente un’idea. Assurda si capisce. Geniale è logico.

Bonj Joon-ho foto dal web. Bong Joon-ho
Bong Joon-ho foto dal web

Bong Joon-ho vuole dirigere un musical introverso. Gli attori che si vergognano di cantare.

Il pazzo Bong Joon-ho ha serie intenzioni di dirigere un musical discostandosi, però, dagli stilemi tradizionali del genere apportando una modifica di peso, introducendo cioè personaggi che si vergognano a cantare. Intervistato da “Empire” vorrebbe dei caratteri che iniziando la canzone subito rilevassero il livello di imbarazzo che scaturirebbe dall’improvvisa musicalità dettata dalla situazione. Una scelta un linea con l’estetica del regista che felicemente naviga nel disordinario con risultati più che soddisfacenti.

Frame da "Parasite" foto dal web. Bonj Joon-ho
Frame da “Parasite” foto dal web

E’ doveroso ricordare gli ultimi esperimenti apportati al musical che risalgono al duemila col “Dancer in the dark” di Lars von Trier, l’anti-musical per eccellenza, e indietraggiando al millenovecentonovantasette con “Parole, parole, parole” di Alain Resnais, il musical parlato. Aspettando Bong Joon-ho state a casa, leggete e vedete.

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