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Boudicca: l’Atena britannica

Imponente e splendida come Atena, la Dea guerriera. Boudicca fu la regina guerriera che guidò la più grande ribellione all’avanzata romana in Inghilterra, ed il suo mito rimase vivo fino ai nostri giorni. Scopriamo chi fu la donna che una leggenda vuole sepolta sotto il binario 9 3/4.

La vita di Boudicca

Le fonti principali della vita di Boudicca sono Tacito e Cassio Dione. Questi scrittori romani ci parlano degli Iceni, popolazione del Norfolk inizialmente alleata con Roma. Una loro prima ribellione si ebbe quando il proconsole ordinò il loro completo disarmo, ma furono sconfitti, il re deposto dai romani e sostituito con Prasutago. Questi si sposò nel 47 d.C. con la nostra protagonista, che viene descritta da Cassio come una donna alta, dai lunghi capelli bruni e dallo sguardo severo.

Non sappiamo molto di Boudicca fino alla morte del marito. La pratica romana era di lasciare le tribù sì indipendenti sotto il loro re detto “cliente”, ma di ricevere in eredità il regno alla sua morte. Il testamento di Prasutago cerca di cambiare le carte in tavola: il re nomina eredi non solo l’imperatore corrente, Nerone quindi, ma anche la moglie e le due figlie. L’età delle figlie non è stata riportata dalle fonti storiche, ma Boudicca rimase vedova solo dopo 13 anni di matrimonio.
Roma, dove oltretutto le donne in quel periodo non ereditavano, non accettò il testamento del re. Nel 60 confiscò le terre ai nobili, imprigionò la regina, che venne frustata nuda davanti al suo popolo mentre le figlie furono stuprate.

La ribellione

La regina organizza quindi la più grande ribellione anti-romana su territorio inglese. Mentre il proconsole Gaio Svetonio Paolino era impegnato contro i druidi in Galles, gli Iceni si alleano con i Trinovanti e attaccano l’odierna Colchester, dove risiedevano molti veterani romani che vessavano la popolazione, e di battaglia in battaglia arrivano a radere al suolo Londinium, l’odierna Londra ed allora capitale della Britannia romana, e St. Albans. Moltissimi sono i morti, sia fra i romani che fra i civili, e numerosi i casi di tortura.

la statua dedicata a Boudicca a Londra. credits: wikipedia
la statua dedicata a Boudicca a Londra. credits: wikipedia

Boudicca porta in battaglia inizialmente 12.000 uomini, governandoli e combattendo lei stessa dal suo carro da guerra che divenne parte della sua icografia. La sua fama cresce e il suo esercito arriva a toccare i 40mila guerrieri, unendo le varie tribu’ locali di solito inclini a guerreggiare fra loro.

Il proconsole radunò quindi il suo esercito, e con due legioni si scontrò con Boudicca presso Watling Street, nella Britannia centro-meridionale. Non è chiaro dove si trovasse esattamente il sito della battaglia. Tacito riporta il discorso della Regina, che passando in rassegna le truppe sul suo carro le incita a non combattere per ricchezza o gloria, ma per vendicare le ingiustizie subite e reclamare la libertà contro gli invasori.

La sconfitta

Watling Street è una stretta vallata favorevole per le legioni: gli Iceni vennero sconfitti. La regina nella versione di Tacito si avvelenò per non cadere in mano ai romani, come Cleopatra prima di lei.
Il proconsole si abbattè sui britanni rimasti, deportandoli in massa e rendendo inospitale il Norfolk finché Nerone, allarmato, lo depose e inviò un nuovo proconsole, adatto ad una politica più conciliante.

Il binario 9 3/4 a King's cross. Credits: landeincantate
Il binario 9 3/4 a King’s cross. Credits: landeincantate

Le leggende legate alla sua morte sono numerose. Una molto diffusa, riportata anche da “What would Boudicca do?” di Foley e Coates, narra di come il corpo della regina venne bruciato in una pira cerimoniale in un sito posto fra il binario nove ed il binario dieci della stazione londinese di King’s Cross, proprio dove Joanne Rowling pone il binario 9 ¾ della celebre saga di Harry Potter. Interpellata, l’autrice ha dichiarato di essere venuta a conoscenza di questo mito dopo la stesura del primo volume dedicato al maghetto. Sembra infatti essere una leggenda nata dopo la seconda guerra mondiale, legata al ritrovamento di alcuni reperti ed alla loro iniziale datazione errata, ma la stazione stessa organizza eventi per bambini su questo tema. Altre leggende parlano di Stonehenge o di Colchester, di Birmingham o di Hampstead Heath… ma nessuna di queste ha prove archeologiche.

Il mito di Boudicca, la regina guerriera

rappresentazione di boudicca. credits: Englishmonarch.co.uk
credits: Englishmonarch.co.uk

La storia di Boudicca si perde per secoli sino alla riscoperta di Tacito, dove torna come simbolo dell’indipendenza inglese e come rinforzo dell’immagine pubblica di Elisabetta I. La stessa regina si fece ritrarre in abiti che la richiamavano durante il periodo della guerra contro L’Armada spagnola. Dopo lo splendore elisabettiano, il ritorno al trono di un uomo fa passare in secondo piano le celebrazioni di donne del passato, e Boudicca rimane sopita fino all’età vittoriana.

Boudicca, Boudica, Boadicea sono varie versioni del suo nome che deriva dal celtico “Vittoria”: facile gioco fu per la regina inserirla all’interno della sua propaganda. Alla regina Vittoria vennero dedicati poemi intitolati alla regina degli Iceni, e numerose navi furono chiamate con il suo nome. Nel Novecento infine diventa protagonista prima del ciclo di romanzi di Marta Scott, poi di “la Dea della guerra” , quinto libro del Ciclo di Avalon di Marion Zimmer Bradley, fino al 2011 con il romanzo di Massimo Colombo.

Il mito di Boudicca è quello di una regina pronta a guidare al posto del marito la ribellione e che non esita a combattere in prima fila a bordo del suo carro. Noi Brave girls la vogliamo ricordare specialmente per la sua iconografia, perché sono ancora troppo rare le statue che rappresentino personaggi storici femminili.

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