C’era una volta, una surreale epoca vittoriana in cui il formaggio è il bene più prezioso e dove dei bizzarri mostricciattoli popolano le fogne. Bevenuti in “Boxtrolls” (stasera su Italia 1 alle 23:05).

Fiabesco e scatenato, “Boxtrolls” è il terzo lungometraggio animato prodotto dalla Laika (la stessa di “Coraline” e “ParaNorman”), anch’esso girato in stop-motion e con uno stile più vicino al cinema d’animazione europeo piuttosto che a quello americano.
Ispirato al già particolarmente fantasioso romanzo di Alan Snow “Arrivano i mostri”, “Boxtrolls” è ciò che i cultori dei prodotti d’animazione in tecnica artigianale pretendono.

Un po’ Dickens (il protagonista della storia è una sorta di orfano), un po’ Roal Dahl (soprattutto nella caratterizzazione grottesca dei personaggi, soprattutto i cattivi), un po’ Bruno Bozzetto (l’utilizzo di tematiche attuali e, a modo suo, scomode) e ovviamente Tim Burton, da sempre punto di riferimento della casa di produzione.

“Boxtrolls” è tutto questo. La storia di un bambino allevato da creature mostruose ma pacifiche che però vengono discriminate e cacciate dagli avidi e spesso stupidi umani che abitano in superficie.

Una fiaba nera dalle basi semplici ma che talvolta soffre di una struttura un po’ squilibrata che si fa sentire soprattutto nella seconda parte dove tutto viene tirato per le lunghe, a scapito delle caratterizzazioni dei diversi personaggi (protagonisti compresi).
Ciò nonostante la stop-motion ancora una volta ci sorprende e meraviglia (alcune sequenze come le scorribande notturne dei Boxtrolls sono dei capolavori d’animazione), le gag azzeccate non mancano e il clima fantasioso (e leggermente steampunk) funziona.

Come funzionano gli stessi mostriciattoli protagonisti, creature curiose e simpatiche che risultano più convincenti di alcuni comprimari animati degli ultimi anni (come gli snervanti e invadenti Minions di “Cattivissimo Me”).

Una fiaba che si rispetti non può farsi mancare poi ovviamente dei cattivi e qui sono proprio loro il piatto forte. A partire dal maligno Archibald Arraffa (personificato vocalmente da uno strepitoso Ben Kingsley, da noi sostituito dall’ottimo Massimo Lopez) e con l’aggiunta dei suoi demenziali scagnozzi (un nano psicopatico e due balordi sempre alle prese con discorsi filosofici sulla natura del Bene e del Male).

Non avrà le atmosfere di “Coraline” o l’epicità di “Kubo” ma “Boxtrolls” svolge il suo compito, grazie alla sua splendida animazione e alla creatività necessaria per renderlo un prodotto non proprio “mainstream” ma capace di elevare il potere del cartone animato artigianale.

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