Bruce Springsteen ha attaccato ancora una volta il presidente degli Stati Uniti Donald Trump e le sue “disgustose” politiche sull’immigrazione.
Sulle pagine del New York Times, il Boss ha parlato di una miriade di argomenti, tra cui il materiale inedito in arrivo e lo stato attuale della politica negli Stati Uniti: “È una tragedia americana…Penso che sia stata la combinazione tra la deindustrializzazione del Paese e l’incredibile aumento della disparità di ricchezza a lasciare indietro così tante persone. Era maturo per un demagogo…E anche se non posso credere che sia arrivato questo imbecille, per alcuni era adatto. Ma quello che abbiamo vissuto negli ultimi 70 giorni sono cose che tutti abbiamo detto: ‘Questo non succederà mai in America’. Ed eccoci qui”.
Springsteen, il nuovo attacco a Donald Trump
Nel corso dell’intervista Springsteen ha parlato dei raid dell‘ICE contro l’immigrazione, iniziati a Los Angeles all’inizio del mese, con numerose persone che hanno inscenato una protesta pacifica contro le incursioni del dipartimento in diversi luoghi di lavoro e le deportazioni di innumerevoli persone per presunte violazioni dell’immigrazione. L’artista di Dancing In The Dark, ha riflettuto sul fatto di essersi trasferito in California per avvicinarsi alla fiorente cultura degli immigrati: “Quando sono andato in California, ovviamente c’era una grande cultura di immigrati. Ero interessato alla loro storia, perché sentivo che questo era il futuro degli Stati Uniti, che poi è diventato”.
Sulle attuali incursioni dell’ ICE, Springsteen ha aggiunto: “Ci sono comunità in tutta l’America che hanno accolto immigrati e lavoratori migranti. Quindi quello che sta succedendo in questo momento per me è disgustoso e una terribile tragedia”. Nonostante tutto, il cantautore nutre ancora una certa speranza per gli Stati Uniti: “Abbiamo una lunga storia democratica. Non abbiamo una storia autocratica come nazione. È fondamentalmente democratica, e credo che a un certo punto questo aspetto tornerà a galla e le cose si ribalteranno.”.
I commenti di Springsteen su Trump e le incursioni dell’ICE arrivano dopo che quest’anno il musicista è balzato agli onori della cronaca quando durante il concerto di Manchester per definire l’amministrazione di Donald Trump “Corrotta, incompetente e traditrice” , parole che hanno portato il Presidente a descriverlo come una “prugna secca” che “Dovrebbe tenere la bocca chiusa finché non torna nel Paese”. In seguito il Boss avrebbe ricevuto l’appoggio del frontman dei Pearl Jam Eddie Vedder, di Neil Young, Tom Morello e Bono per i suoi commenti sul palco.
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