Una vita dedicata al pallone, quella di Bruno Pizzul, prima giocato e poi commentato dietro ai microfoni di radio e TV, dove era diventato un personaggio amatissimo dal pubblico. Ma lo storico telecronista della Rai era anche dedito alla sua famiglia, che amava molto e che ha tenuto sempre lontano dai riflettori. L’unico amore di Bruno Pizzul è stata la moglie Maria che gli ha dato tre figli, Fabio, Silvia e Anna. A guidare l’automobile ci pensava sua moglie Maria, detta la tigre. “Ormai ha anche funzioni di badante, causa anagrafe e pigrizia congenita” ha raccontato scherzando Pizzul al Corriere della Sera durante una delle sue ultime interviste. Il soprannome viene da un’altra moglie, quella di un giocatore della Triestina: “quella ragazza mostrava analogie con Maria e adottai il nomignolo – ha spiegato Pizzul sempre al Corriere – lei ogni tanto fa qualche smorfia ma si rende conto che il paragone animalesco è assai lusinghiero. La tigre sarà feroce ma è una bestia mobile, bella. Ah, la tigre!”.
Sebbene non si sia mai sbilanciato sulla sua vita privata, Pizzul non ha mai nascosto di amare la sua famiglia. Tanto che i momenti più belli per lui, oltre alle soddisfazioni che gli ha regalato il suo lavoro, sono stati tre: “Ogni volta che è venuto al mondo uno dei mei figli ho provato una felicità profonda“, aveva confessato.
Dall’amore con la moglie Maria sono infatti nati tre figli e prima di mancare Bruno Pizzul si vantava di avere undici nipoti, “una squadra”. Così aveva parlato della sua grande e bellissima famiglia, fatta di tanto amore e accoglienza: “Fabio è consigliere regionale, mi pare riesca a conservare una bella integrità pur frequentando il mondo della politica. Silvia insegna matematica e scienze a Milano, Carla è assistente sociale, accoglie nella sua famiglia, da anni, ragazzi che hanno necessità di una casa, di un sostegno. È ammirevole, sempre sorridente. Molti di questi ragazzi, una volta raggiunta la maggiore età, vanno per la loro strada. Talvolta ne incontro qualcuno, mi saluta: ciao nonno! Ne vado orgoglioso. Così, se agli undici nipoti aggiungiamo i nipoti acquisiti, abbiamo una squadra completa di riserve”.





