E’ semplice per noi pensare che la guerra, anzi strage, in Medio Oriente sia un qualcosa che è ben lontana dalla nostra vita e che ci riguarda solo perché l’argomento è caldo in tutti i ‘talk show’ televisivi. Niente di più sbagliato chiaramente, anzi gli effetti sono abbastanza evidenti in tutto il mondo. Lo dimostrano le manifestazioni e gli interventi politici di sostegno all’una piuttosto che all’altra parte da parte dei governi delle nazioni del mondo. Soprattutto, come sempre accade in questi casi, la guerra ha travalicato i confini militari, sfociando anche in tutta la sfera di arti, spettacolo e sport. Mondo del calcio che non è esente da queste dinamiche e ha avuto modo di apprenderlo a pieno e nel modo peggiore Anwar El Ghazi. Il giocatore è stato infatti prima sospeso e poi licenziato dal Mainz per aver preso posizione a sostegno della Palestina e dei palestinesi. Andiamo dunque a vedere cosa è successo.

Anwar El Ghazi saluta il Mainz: licenziato per la sua posizione pro Palestina

Anwar El Ghazi – Crediti foto: Fabrizio Romano | Facebook

Chi ancora sostiene che il calcio e la politica siano due mondi separati, è meglio che ripercorra a ritroso tanti eventi che hanno caratterizzato il mondo del pallone e analizzi al contempo i fatti di quegli stessi anni. Avrà così modo di scoprire quanto le due questioni siano intricate e intrecciate tra loro. Non è di certo una questione recente: la stessa locuzione latina “panem et circenses” ha da sempre aiutato a definire come il potere politico si servisse dello sport per altri scopi, non solo per quelli ricreativi. In fondo si tratta pur sempre un evento sociale e la società nei suoi diversificati aspetti è come un atomo, ovvero inscindibile. Così, come era immaginabile, non c’è voluto molto tempo prima che la questione israelo-palestinese tornasse preponderante anche nell’ambito sportivo e ieri a farne le spese è stato El Ghazi.

Il giocatore del Mainz lo scorso 17 ottobre aveva pubblicato un post sui propri profili social in cui si schierava apertamente con la Palestina e contro Israele: “Questa non è guerra. Quando una parte taglia acqua, cibo ed elettricità all’altra non è guerra. Quando una delle due parti ha armi nucleari non è guerra… Questo non è un confitto né una guerra. Questo è genocidio, distruzione di massa e noi vi stiamo assistendo in diretta“. Dopo non molto tempo però il post è stato rimosso, probabilmente su sollecitazione anche dello stesso club. Tant’è vero che il Mainz si era prodigato subito in un comunicato in cui annunciava la sospensione del giocatore e prendeva le distanze dalle sue posizioni. Con ogni probabilità, il club tedesco si sarebbe aspettato una rettifica che però non è mai arrivata.

Anzi, nella giornata del 31 Ottobre il calciatore aveva rincarato la dose, confermando la sua posizione in merito alla questione e sottolineando il fatto che fosse appunto il suo punto di vista e non quello del club. Team tedesco che stava anche valutando di reintegrarlo in rosa, ma che si è visto costretto a dover fare marcia indietro. Così ieri è arrivato l’annuncio che invece ha sentenziato il suo licenziamento in tronco: “L’FSV Mainz 05 pone fine al rapporto contrattuale con Anwar El Ghazi e venerdì ha licenziato il giocatore con effetto immediato. Il club sta adottando questa misura in risposta alle dichiarazioni e ai post del giocatore sui social media“.

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