Dopo mesi di incertezze, l’iconico brand inglese Burberry è finalmente tornato in utile nell’esercizio fiscale conclusosi a marzo. Questo è un segno che il riorientamento strategico, già annunciato alla fine del 2024, comincia a dare effetti positivi. I dati raccontano che l’utile netto ha raggiunto 21 milioni di sterline, rispetto a una perdita di 75 milioni dell’anno precedente. Inoltre, il fatturato è diminuito del 2% a 2,42 miliardi di sterline.
Burberry torna finalmente in utile dopo la crisi

In un’ottica di crisi globale del lusso il gruppo ha deciso, alla fine del 2024, di avviare un piano di riorganizzazione d’emergenza. Questo è incentrato sui suoi prodotti principali: gli iconici trench e sciarpe, per arginare il crollo dei risultati. Ne è derivato un allineamento dei prezzi più in linea con il marchio. Il brand diventa così di lusso, ma non ultralusso. Come ha dichiarato l’amministratore delegato Joshua Schulman, “La nostra strategia sta dando i suoi frutti e ci sono chiare opportunità di ulteriore crescita” nonostante “l’incertezza del contesto macroeconomico”.
Tra le novità c’è anche il ritiro del suo presidente, Gerry Murphy. Sarà sostituito a novembre da William Jackson, ex Ceo del fondo di investimento britannico Bridgepoint. Nonostante le recenti difficoltà l’azienda, fondata nel 1856 a Basingstoke nell’Inghilterra meridionale da un apprendista sarto, può ancora contare su un curriculum e una nomea di tutto rispetto. Fu infatti la regina Elisabetta II in persona a concedere all’azienda il mandato reale nel 1955, rendendo Burberry un fornitore abituale della famiglia reale.
Marianna Soru





