Esteri

Burkina Faso, i militari insorti rapiscono il Presidente Kaboré

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I militari hanno rapito il Presidente del Burkina Faso Roch Marc Christian Kaboré. È quanto accaduto nelle scorse ore nello Stato dell’Africa Occidentale, a seguito di diverse rivolte che stanno sconvolgendo l’intero Paese. Da giorni l’instabilità si diffonde a macchia d’olio e tra i cittadini regnano la rabbia e la frustrazione per via delle scorribande delle forze terroristiche. Insomma, una situazione che non lascerebbe presagire nulla di buono. E difatti, almeno stando alle notizie che giungono dal continente d’oltremare, al momento potrebbe essere in corso un vero e proprio Colpo di Stato.

La rivolta in Burkina Faso e le richieste dell’esercito

Negli ultimi mesi in Burkina Faso si respira un clima decisamente teso. La causa del malessere imperante è legata alle frequenti uccisioni di civili e soldati da parte di militanti terroristi, alcuni dei quali sarebbero affiliati dello Stato Islamico e di al-Qaeda. Per questo motivo, vista l’apparente indifferenza del Governo sulla questione, l’esercito ha deciso di prendere in mano la situazione e di ribellarsi. A tal proposito, nella giornata di ieri, la capitale Ouagadougou è stata attraversata da scontri violenti e disordini inaspettati. E oggi, a distanza di poche ore, gli insorti hanno rapito il Presidente Kaborè, il cui rilascio avverrà solamente in seguito all’accettazione di ben precise condizioni.

Le proteste si sono svolte nei pressi del palazzo presidenziale. A sentire le varie testimonianze, sembra che si siano stati svariati colpi d’arma da fuoco, il che lascerebbe pensare ad un autentico golpe. Inizialmente le autorità avevano lasciano intendere il Kaboré fosse al sicuro. Tuttavia, è ormai chiaro che le cose stiano diversamente. Non a caso, i manifestanti chiedono le dimissioni del Capo di Stato entro 72 ore per via della sua mancata reazione al terrorismo. E in più, tra le richieste avanzate ci sarebbero anche quelle di migliori condizioni di vita per i lavoratori, maggior forza lavoro per l’esercito e una più decisa contrapposizione all’attuale nemico. Le voci del popolo verranno ascoltate? Non resta da far altro che attendere gli ulteriori sviluppi per saperne di più a riguardo.

Scritto da Diego Lanuto.

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