In seguito alle prime tre tappe svolte al Principato di Monaco, in Svezia e in Messico, il WRC va verso un calendario tutto europeo per concludere la stagione interrotta causa COVID-19.

Calendario WRC – Crisi finanziaria alla base di tutto

Il problema maggiore per i team del campionato è di natura economica. I team, infatti, essendo prima di tutto delle case produttrici di auto stradali, sono andati in difficoltà vista la crisi del settore Automotive. La mancante necessità di doversi spostare ha tagliato ampiamente i costi destinati all’acquisto di auto.

Ne consegue che gli introiti negli ultimi mesi sono stati bassissimi, tanto da dover limitare le risorse destinate al motorsport. Essendo la maggior parte dei team partecipanti europei, in particolare avendo i tre costruttori principali (Toyota, Hyundai, e Ford) base in Europa, la FIA sta cercando di organizzare un calendario tutto europeo, limitando i costi destinati alla logistica.

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Ott Tänak in azione a bordo della sua Hyundiai I20 – Photo Credit: WRC.com

Calendario WRC – Il progetto della FIA

L’obiettivo della Federazione sarebbe quella di concludere la stagione con 8 o 9 tappe disputate. Per questo motivo vorrebbero organizzare 5 o 6 tappe entro la fine dell’anno, a partire dall’estate, come detto tutte situate in Europa.

La scelta più accreditata sembra quella di correre il Rally di Turchia, il Rally di Germania, il Rally del Galles-Gran Bretagna e il Rally Italia Sardegna, rinviato negli scorsi giorni, ma che sembra destinato alla conferma. Ad aggiungersi alla coda ci sarebbe anche il Rally di Finlandia, il quale si sarebbe dovuto correre ad agosto, ma che ora sembra destinato ad essere disputato in autunno.

Le tappe estere come il Rally del Giappone, il Rally della Nuova Zelanda ed il Rally d’Argentina sembrano quindi tagliati fuori. Una trasferta extraeuropea al momento risulta troppo costosa per i team non di rilievo.

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