“Cambio tutto” su Amazon Prime: essere crudeli non significa essere emancipate

Ancora una volta ci troviamo di fronte a una storia di empowerment, che non è altro che machismo interiorizzato, volto soprattutto a sminuire le donne

Il Concept alla base di “Cambio tutto”, il nuovo film di Guido Chiesa, disponibile su Amazon Prime Video, è molto semplice: Giulia è una donna di quarant’anni che lavora nel settore pubblicitario, costantemente vessata dal capo, dal compagno che gioca a fare l’artista, dalle amiche e anche dai passanti. Le fanno Catcalling, non ottiene promozioni perchè non fa la svenevole con il suo capo e sta anche perennemente a dieta (N.B. senza averne palesemente alcun bisogno). Un giorno, frustrata e sfinita, decide di rivolgersi a un counselor, che le dà alcune gocce, grazie alle quali sarà costretta a dire sempre la verità.

(Da adesso in poi l’articolo potrebbe contenere spoiler)

In “Cambio tutto” l’emancipazione passa attraverso l’umiliazione delle altre donne

Appena l’eroina di “Cambio tutto” elimina il filtro della “brava bambina” e se la prende con chi la fischia per strada (brava!), caccia il compagno di casa e inveisce contro il capo (bravissima!). Per il resto del film, però, le sue nemiche sembrano essere le altre donne, rappresentate tutte come oche, psicopatiche e stupide.

Uno dei personaggi che dà più filo da torcere a Giulia è La Ludo, un’influncer molto giovane con la quale dirige una campagna di marketing per uno snack. Nonostante La Ludo sia una ragazza di successo, il film mette l’accento solo su quanto sia superficiale e ignorante, e, anche durante le riunioni, Giulia non perde occasione di sminuirla di fronte ai colleghi uomini. Più volte viene sottolineato che la protagonista odia l’influncer perchè è più giovane e ha più successo di lei. Per questo motivo le rompe il telefono e la fa licenziare, ottenendo lei la promozione che aveva tanto desiderato. Sempre sul posto di lavoro troviamo le colleghe, anche loro dipinte tutte come arriviste pronte ad andare a letto con il capo, che invece è presentato in modo buffo e bonario (interpretato da un attore molto amato, Andrea Pisani dei Ipantellas).

La Ludo non è l’unica donna contro cui Giulia si accanisce: se la prende anche con una delle sue migliori amiche e indovinate che argomenti utilizza per demolirla? Il fatto che nessun uomo la desidera.

Insomma, l’atteggiamento di Giulia, anche se realistico è tutto meno che emancipatorio: sembra che lei sia l’unica donna degna di stima in un covo di vipere e oche, e che quindi sia l’eccezione in un mondo femminile aberrante, dominato dalla competizione e dalla superficialità.

Poteva mancare il triangolo amoroso?

Chiaramente, anche in “Cambio tutto” troviamo il love interest, e addirittura un triangolo amoroso!

Giulia convive con un uomo sfaticato e infantile, ma passa le notti a chattare con il suo ex, che ha mollato perchè “senza palle”(!!),  ma di cui è chiaramente ancora innamorata, ricambiata (lo capiamo nei primi dieci minuti di film). Il problema è che quest’uomo si sta per sposare con un’altra donna, per la quale non prova nulla.

La nostra protagonista, che grazie alle gocce diventa più felice perchè priva di ogni scrupolo morale (chi lo avrebbe mai detto), inizia a provarci sfacciatamente con il suo ex, finchè non viene scoperta dalla compagna di lui. La scena madre del film è dunque uno scontro finale tra le due, in cui la nostra protagonista accusa l’altra di essere una donna psicopatica e insicura, senza nulla da offrire, se non il sesso orale. Lo scontro viene interrotto  da lui che arriva baldanzoso a coronare il suo sogno d’amore con Giulia, lasciando l’altra in lacrime. Chiaramente nessuno critica il comportamento dell’uomo in questione che tiene il piede in due scarpe, o che stava per sposare una donna che non amava: la colpa è tutta della donna, che non l’ha saputo trattenere.

In conclusione

Guido Chiesa in “Cambio tutto” sembra volerci dire che le donne sono le peggiori nemiche delle donne. In realtà La solidarietà femminile è una delle armi più rivoluzionarie che abbiamo contro il patriarcato, visto che l’individualismo è stato storicamente un ostacolo all’emancipazione di tutte le categorie oppresse . Inoltre questo film è l’ennesimo esempio di empowerment dannoso: essere delle donne grintose e combattive, non deve tradursi nella sopraffazione o nell’umiliazione del prossimo. Il machismo è proprio la tendenza ad opprimere il prossimo per trarne vantaggio, e non conosce sesso, riguarda sia gli uomini che le donne. Per noi ragazze BRAVE ( https://www.facebook.com/brave2brave ), La soluzione non sarà mai fare nostro questo sistema, come fa la protagonista del film, ma combattere per capovolgerlo.

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