Camilla Mancini ed il padre, Roberto Mancini hanno avuto un rapporto che nel tempo si è evoluto a seguito della professione dell’ex calciatore ed allenatore.

Oggi la 27enne sarà tra gli ospiti del primo appuntamento settimanale di Verissimo, in onda a partire dalle 16:30 su Canale 5, dove presenterà il suo primo libro Sei Una Farfalla. La terzogenita dell’ex allenatore della Nazionale di calcio e della prima moglie Federica Morelli è nata nel 1997, anni nei quali Mancini era tra i calciatori più affermati della Serie A ed era in forza alla Lazio. Al momento del parto, Camilla ha avuto un problema che ha portato ad una paresi facciale, riscontrando in seguito in un’asimmetria del viso con il lato destro ridotto rispetto al sinistro. Questa condizione fisica ha scatenato nel corso della sua infanzia ed adolescenza episodi di bullismo, ed a distanza di anni la Mancini, ha raccontato la sua storia in un libro, la sua autobiografia Sei Una Farfalla, pubblicato da Mondadori.

Camilla Mancini, i conti con il cognome importante ed il rapporto con il padre

In occasione dell’uscita dell’opera, la ventisettenne ha affrontato tra le varie domande il rapporto con il padre nel corso degli anni. In merito al celebre cognome aveva dichiarato al Corriere Della Sera: “Materialmente ho tanti agi, so di essere una privilegiata. Ma c’è quell’abbraccio mancato, quella carezza non data che i soldi non possono rimpiazzare. Si pensa che i «figli di» siano degli alieni, quando invece vivono emozioni umane. Io per esempio non sono stata immune dal bullismo. La sofferenza non guarda in faccia, colpisce e basta”.

Proseguendo, ha anche raccontato degli episodi del passato riguardanti il padre, come quando durante la sua infanzia era impegnato sui rettangoli verdi: “Spesso mi è mancato. Sapevo che si trovava lontano per lavoro e che lo faceva anche per la famiglia. Quando ero piccolina, lo vedevo in tv e chiedevo. “ma perché papà è dentro quella scatola nera?”. Mi faceva strano. Ma attraverso questa mancanza fisica mi ha insegnato il senso del dovere e del sacrificio” Fonte Corriere Della Sera.

Infine Camilla ha avuto modo di condividere con i lettori del quotidiano meneghino un dolce ricordo legato all’ex ct della Nazionale:“Da piccola ci addormentavamo insieme. C’è una foto in cui ho gli occhi semiaperti per controllare se stesse dormendo anche lui oppure no, forse avevo paura che potesse andarsene all’improvviso. Ricordo anche quando si sedeva sul divano a guardare le partite. Lo raggiungevo, mi interessavo, gli facevo domande. “Ma tu non ti spegni mai?”, scherzava. Ci accomuna da sempre un’ironia sottile”

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