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Cannes 2020, la fiera internazionale del gioco

Sono sul treno di ritorno dal Festival International de Jeux di Cannes 2020, la fiera internazionale del gioco da tavolo. Abbiamo passato quasi 3 giorni pieni a conoscere autori e illustratori, nuovi giochi e soprattutto giocare, giocare, giocare. Chi l’avrebbe mai detto… Questa volta abbiamo voluto provare ad andare senza fare una lista precisa di titoli da provare, ma ci siamo fatti guidare dagli occhi, dal passaparola e soprattutto dalla voglia di giocare.

E com’è andata, in generale?

Per farla breve, ho trovato la fiera di Cannes 2020 meno affollata di Play e di Essen. La calca c’era, sopprattutto di Sabato, ma nulla a confronto alla ressa di Essen e soprattutto di Modena Play. Il locale era meraviglioso – d’altronde, è il centro convegni di Cannes, lo stesso dove fanno il famosissimo festival del cinema. Tappeto rosso, architettura lussuosa, e soprattutto il teatro per la presentazione dell’As D’Or: sembravano davvero gli Oscar del gioco da tavolo. E in un certo senso è come se lo fosse. Potete vedere direttamente la cerimonia di premiazione andandovi a recuperare la nostra diretta qui.

Mi avevano venduto la fiera come una fiera soprattutto di gioco, prima che di acquisti, ma secondo me su questo è seconda a Modena Play. In proporzione allo spazio disponibile ci sono più tavoli da gioco presenti a Cannes rispetto che a Essen, ma non abbiamo un’area di gioco “libero” come organizzata dalla Tana dei Goblin in occasione del Play.

L’accesso libero però è assolutamente senza eguali. Per tutti quanti, dalle 10 alle 19, si può entrare e uscire senza problemi (passando naturalmente dai controlli). Noi della stampa avevamo un’accesso privilegiato dalle 9 in poi però – un ottimo momento per potersi pregustare alcuni tavoli altrimenti sempre pieni.

Cannes 2020 - la quiete prima della tempesta
La quiete prima della tempesta… Photocredits: Stefano Nicotra

FIJ 2020 Cannes – Venerdì

Dopo la bellissima esperienza della premiazione dell’As D’Or e una notte di riposo, ci siamo fiondati in fiera. La prima cosa che ci ha attratti è stata la vista della pubblicità di un gioco che non pensavo sarei mai riuscito a prendere: Sushi Roll, che non è altro che la versione di dadi di Sushi Go. Non abbiamo potuto provarlo subito (la spiegatrice a quanto pare non è capace di leggere che era anche per due giocatori, come indicato a caratteri cubitali sulla scatola) ma lo abbiamo comprato comunque. Poco dopo abbiamo iniziato la caccia ai giochi dell’As D’Or.

Abbiamo trovato subito Fiesta de Los Muertos, e ce ne siamo innamorati non appena ce lo hanno spiegato. Ad ogni giocatore viene assegnata una celebrità deceduta, e quest’ultimo la deve descrivere con una parola (un aggettivo o caratteristica particolare), poi nascondere la carta della persona dentro la plancetta (che si richiude). Poi le plancette vengono fatte girare, e ogni giocatore vede l’aggettivo scritto dal suo vicino, ma non il nome corrispondente. Ognuno deve ora cancellare la parola e scriverne un’altra simile. Questo per quattro volte consecutive. Il macello puro. Tutte le carte delle persone vengono prese, facendo attenzione a non scoprirle, mescolate e messe visibili. Ogni giocatore deve ora indovinare a quale aggettivo corrisponde quale persona.

Risate assicurate, peccato solo che il gioco è pieno di riferimenti culturali tipici francesi (oltre che internazionali) e quindi ci siamo trattenuti dal prenderlo. Ma parlando con l’autore, Antonin Boccara, ci ha spiegato che sta lavorando per riuscire ad avere una localizzazioni (ma che sarà difficile). Sicuramente non quest’anno, ma chissà se l’anno prossimo…

Cannes 2020
Antonin Boccara, autore di Fiesta de Los Muertos. Photocredits: Stefano Nicotra

Abbiamo poi provato Attrape Rêves, il vincitore dell’As D’Or 2020 per Bambini. La grafica è veramente da sogno, ma c’è veramente poco gioco secondo noi (si gioca a coprire immagini). Molto più divertente invece un altro dei nominati, Roulapik (Hedgehog Roll), dove devi lanciare una pallina di velcro per raccogliere foglie, funghi e mele che ti aiutano ad essere il primo a tornare a casa.

Ci siamo innamorati di Space Bowl, un gioco di osservazione e di rapidità in cui puoi mettere ansia agli altri facendo il conto alla rovescia una volta che trovi il pattern indicato. Abbiamo fatto uno stop allo stand della Horrible Guild, in cerca di italianità, dove abbiamo conosciuto Toy e Sara, la quale ci ha indirizzato verso Papillon. Quest’ultimo ci è piaciuto, con una meccanica di piazzamento tessere mescolata ad una meccanica di maggioranze, ma l’abbiamo trovato un po’ lento. E sembra essere un gioco per famiglie, dalla grafica e dal setting delle farfalle, ma in realtà nasconde un gioco molto più complesso. Non sono sicuro che questo sia un bene…

Grafica veramente azzeccata per Space Bowl. Photocredits: Stefano Nicotra

La sera a casa ci siamo tolti lo sfizio di provare Sushi Roll, che ti dà comunque l’impressione di giocare a Sushi Go! ma allo stesso tempo riesce a dare la sensazione di novità e di freschezza, rivelandosi un acquisto secondo me azzeccato. Al netto di una scatola maledettamente ingombrante per tenere un sacchetto di dadi, plancettine e token punti… C’era un motivo per cui non costava così tanto.

FIJ Cannes 2020 – Sabato

Abbiamo iniziato la giornata con La valle dei Vichinghi della Haba, un altro dei nominati As D’Or 2020 (In realtà volevamo provare Draftosaurus o Little Town, ma quei tavoli sono stati costantemente bloccati per tutto. il. giorno.). Anche questo per noi promosso, la meccanica del “mini bowling” è veramente divertente e saprà anche intrattenere i più piccoli. (D’altronde ha anche vinto il gioco dell’anno tedesco per bambini).

Alice in Wordland è un altro gioco che abbiamo provato velocemente, dove viene scelto un argomento e bisogna dire parole collegate a quell’argomento ma con delle lettere iniziali bandite. Ci siamo fermati nel reparto della stampa dove abbiamo potuto dare un’occhiata a tutte le novità in arrivo in Francia (soprattutto al bellissimo King of Tokyo Dark Edition), e tra una delle novità abbiamo visto Dicycle Race.

Un giochino semplicissimo di carte e dadi, dove ogni turno bisogna tirare 6 dadi (alla Yahtzee) scegliendo tra tre colori diversi per soddisfare i requisiti indicati sulle carte (tirare un 2 rosso, oppure fare una scala di tre dadi, oppure totalizzare un risultato maggiore di 14 coi dadi gialli). Più carte soddisfi, più avanzi- ma se rimani fermo, gli altri possono scegliere di prendere i tuoi dadi per andare avanti. Un giochino semplicissimo di un nuovo editore (Banana Smile) che ci ha informato della sua contrattazione per la distribuzione del suo gioco in Italia tramite Asmodée. Noi del canto nostro non avevamo voglia di aspettare e l’abbiamo preso.

Il coloratissimo Dicycle Race! Photocredits: Stefano Nicotra

Infine abbiamo provato le nuove versioni di Ticket to Ride, sia Giappone che Italia. A me è piaciuta di più Giappone (dato che ho vinto di misura, mentre in Italia stavo per essere quasi doppiato in punti), per via della meccanica del treno Shinkansen che è condiviso da tutti i giocatori. Ma la sfida di collegare le regioni in Italia potrebbe nascondere delle dinamiche di gioco interessanti che in una partita non sono saltate fuori. Tra le due partite abbiamo conosciuto Julien Delval, l’illustratore di tutti i TtR e anche di Res Arcana, As D’Or 2020 categoria esperti. Che talento, ragazzi.

Cannes 2020
Julien Delval, l’illustratore di Ticket to Ride, all’opera. Che talento! Photocredits: Stefano Nicotra

La serata la abbiamo passata in compagnia dei ragazzi della Horrible Guild, che secondo me è un altro punto forte delle fiere: riuscire a conoscere nuove persone, fare amicizia e condividere esperienze.

FIJ Cannes 2020 – Domenica

Dopo aver passato la giornata precedente a provare e provare e provare a trovare un posto libero per gli altri giochi dell’As D’Or, inutilmente, stavolta ci siamo piazzati davanti al tavolo e abbiamo aspettato, per più di mezz’ora, così da poter provare Little Town.

Le recensioni lo davano come un gioco stretto, dove ogni mossa è determinante, e sono d’accordo. 4 Round, 3 omini (in 4 giocatori), una mossa per omino, e basta. Gli omini o costruiscono edifici, o raccolgono risorse e sfruttano gli edifici (pagando il proprietario nel caso sia di un altro giocatore). Dopo ogni manche bisogna sfamare i lavoratori, o perdere 3 punti per lavoratore affamato. All’inizio c’è la corsa al cibo e alle risorse, ma in pochissimo tempo spuntano già i primi edifici, ed ecco che possono partire le peggior combo. L’unico dubbio è la rigiocabilità, perchè le tessere edificio sono poche e se ne usano la maggior parte in una partita. Ci sono le missioni segrete, sì, ma non sono il succo del gioco, e quindi secondo me contribuiscono meno alla variabilità.

Fine partita di Little Town. Ho vinto per un soffio… Photocredits: Stefano Nicotra

Subito dopo (MIRACOLO!) siamo riusciti a provare Draftosaurus, e devo dire che anche questo ci è piaciuto molto, ma anche questo mi sembra che possa stufare velocemente. Il gioco è rapidissimo, ti tiene sempre impegnato (per via dell’azione simultanea) e i meeple dinosauro sono meravigliosamente pucciosi: ma l’unica variabilità del gioco è data dalla scelta della plancia (estate o inverno). Ho questa sensazione che possa stufare in fretta, ma sicuramente le sue promesse (dinosauri, draft, gioco semplice e veloce) le mantiene.

Purtroppo è arrivata l’ora di partire subito dopo. Abbiamo fatto un salto per salutare i ragazzi della Horrible e poi siamo saltati sul treno per tornare a casa, dopo questi giorni intensi a Cannes 2020. Non vediamo l’ora della prossima fiera!

Date anche un’occhiata alla nostra gallery che trovate qui!

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Stefano Nicotra

Programmatore, marito, appassionato di giochi con una forte fede che pensa di essere divertente. Gli dicono di scrivere, lui in realtà parla di sè stesso. Se poi quello che c'è scritto sembra fatto apposta per voi, allora si ritiene soddisfatto.
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