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Aprile 15, 2021, giovedì

Canto I, Virgilio e Dante arrivano sulla spiaggia del Purgatorio

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Il Canto I del Purgatorio apre le porte al viaggio di Virgilio e Dante nel secondo dei regni ultraterreni. Un regno che il poeta pone all’aria aperta. In opposizione all’Inferno infatti, il Purgatorio ci appare su un’isola, come una montagna a forma di cono, con la punta smussata che finisce dunque in una pianura. Tra la base di essa e il mare si ha tutt’intono una spiaggia che costituisce l’antipurgatorio dove ritroviamo Dante e Virgilio. Il purgatorio vero e proprio inizierà dalla metà del cono e sarà fuori dall’atmosfera terrestre.

Canto I la montagna del Purgatorio-immagine tuttavia.eu
Canto I la montagna del Purgatorio-immagine tuttavia.eu

Il verbo «resurga», che troviamo subito al verso 7, riassume sinteticamente quel che sarà l’argomento dell’intera cantica: la risurrezione delle anime, ovvero il loro percorso di purificazione e di espiazione dei peccati con il fine di ottenere la salvezza e di ascendere, così, al Paradiso. Un intento richiamato anche dall’ambientazione spazio-temporale di questo primo Canto del Purgatorio: è la domenica di Pasqua, giorno in cui i cristiani festeggiano la risurrezione di Cristo, e la spiaggia dove si trovano DanteVirgilio è avvolta dalla luminosità dell’alba, allegoria della luce della Grazia divina che abbraccia le anime del Purgatorio, salve dalla dannazione eterna, nonché simbolo della speranza ritrovata dopo le tenebre infernali. Ci troviamo quindi di fronte a un ambiente rasserenato e colmo di fiducia; ne consegue un innalzamento dello stile che accompagnerà l’intera cantica.

Canto 1

Dopo aver lasciato il terribile mare dell’InfernoDante è pronto a cantare con più tranquillità il secondo regno dell’Oltretomba, il Purgatorio. Qui l’anima si purifica per poter accedere al Paradiso. Il poeta invoca l’aiuto delle Muse, e in particolar modo di Calliope, chiedendole di assisterlo con lo stesso canto col quale sconfisse le Piche. Dante gioisce nell’osservare l’azzurro del cielo: ad illuminarlo c’è Venere, che si trova nella costellazione dei Pesci. Voltandosi verso il cielo australe, il poeta riesce a scorgere quattro stelle la cui luce è stata visibile solo a due esseri umani: Adamo ed Eva.

Non appena distoglie lo sguardo da esse, scorge un vecchio venerando accanto a sé: si tratta di Catone l’Uticense. Catone è il custode del Purgatorio. Pagano, morto suicida, Dante lo colloca tra le anime salve considerandolo esempio di vita morale e dignitosa. Per la sua vicenda personale il poeta ne fa il simbolo di chi lotta tenacemente per la libertà politica, e modello della lotta per la libertà dal peccato, che è il motivo essenziale nella rappresentazione del Purgatorio.

Catone

Canto I Virgilio, Dante e Catone sulla spiaggia del Purgatorio-immagine scuolissima.com
Canto I Virgilio, Dante e Catone sulla spiaggia del Purgatorio-immagine scuolissima.com

Il vecchio si rivolge subito ai due poeti chiedendo chi essi siano, scambiandoli per due dannati che risalendo il corso del fiume sotterraneo sono fuggiti dall’Inferno. Chiede chi li abbia guidati fin lì, facendoli uscire dalle profondità della Terra e domandandosi se le leggi infernali siano prive di valore; o se in Cielo sia stato deciso che i dannati possono accedere al Purgatorio.

Virgilio, allora, fa inginocchiare Dante di fronte a Catone e prende parola. Rispondendo ai dubbi dell’anima veneranda, spiega che egli è stato incaricato da una donna beata a soccorrere Dante, e a guidarlo attraverso l’Oltretomba. Aggiunge, inoltre, che Catone dovrebbe gradire la sua venuta poichè il poeta fiorentino cerca la libertà, che è qualcosa di assai prezioso, come sa bene chi per essa arriva a rinunciare alla propria vita. Conclude, infine, dicendo che i due sono svincolati dalle leggi infernali, Virgilio è un’anima del LimboDante è un vivente, e di farli passare in nome di Marzia, la moglie che lui ha tanto amato.

Catone risponde che concederà loro il passaggio non per Marzia, ma grazie alla donna del cielo che li ha messi in viaggio; prima, però, Virgilio dovrà lavare il volto di Dante e cingere la sua vita con un giunco. L’isola su cui sorge la montagna, nelle sue parti più basse dov’è battuta dalle onde, è piena di giunchi che crescono nel fango, in quanto tale pianta è l’unica che può crescere lì col suo fusto flessibile. Dopo che i due avranno compiuto tale rito non dovranno tornare in questa direzione, ma seguire il corso del sole che sta sorgendo e trovare così un facile accesso al monte. Alla fine delle sue parole Catone svanisce e Dante si alza senza parlare, accostandosi a Virgilio.

Uscita dal canto con Virgilio che lava il viso a Dante e lo cinge con un giunco

Al termine del suo discorso, Catone scompare. Dante e Virgilio, tornando sui loro passi, giungono in un punto della spiaggia dove l’erba è bagnata dalla rugiada. Con questa, Virgilio lava le guance di Dante. Dopodiché, giunti nella parte bassa della spiaggia, il maestro si china a cogliere un giunco con il quale cinge i fianchi di Dante. Quest’ultimo con grande meraviglia, si accorge che là dove Virgilio ha strappato il giunco ne rinasce subito un altro.

Cristina Di Maggio

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