I fratelli di Rita Pavone si chiamano Carlo, Piero e Cicco. Anche se dalle dichiarazioni della cantante è evidente l’affetto comune, sui primi due non sono purtroppo disponibili informazioni. Probabilmente amano poco le attenzioni di giornalisti e fotografi, da cui la decisione di non apparire in occasioni mondane.
Dei dettagli, seppur tristi, Rita li ha svelati a proposito dell’ultimo dei fratelli, Cesare o più semplicemente Cicco, come lo chiamavano tutti. Da piccolo aveva avuto la poliomielite, ma era guarito. Alcuni anni fa si è spento a causa di una malattia contratta nel luglio 2018, non meglio precisata dalle fonti vicine. La scomparsa ha gettato l’artista nello sconforto, manifestata sotto forma di stanchezza interiore. Dal baratro l’hanno tirata fuori la musica e le tante persone che le vogliono bene.
Alla domanda sul rapporto con i fratelli, Rita parla subito di Cesare, del piccolo di casa. Per lui mostra grande trasporto, dovuto come spesso accadde a quel misto di gioie e sofferenze che impastano la misura di vita che ci è data nella cesta degli ingredienti e che non scegliamo.
“Il più piccolo è appena scomparso. Lui ha sofferto, toccato leggermente da una forma di abbandono, perché la mamma veniva con me, essendo la maggiore età allora a 21 anni. Lui ne aveva 12 quando la mia carriera è scoppiata.”
Non appena si è sentito male nel 2018 ha deciso di stargli vicino e lo ha fatto fino alla sua morte.
“Cesare, il ragazzino di famiglia: il fratellino più piccolo,…era importante. ognuno porta con sè dei dolori delle gioie, ma sono cose che ci fortificano..”
Rita Pavone, il ricordo di quel giorno e il rapporto con i fratelli
“Noi fratelli ci siamo molto amati ed è stata molto dura accettare e superare la sua morte. Lui ha una famiglia che lo ha curato al meglio”. Di quel giorno ricorda: «Mi ha avvisato mio nipote dicendomi che mio fratello era ricoverato dopo un collasso, quando sono andata a trovarlo lui si è agitato perché doveva prepararsi e vestirsi bene dato che venivo io a trovarlo. Mi ha rivelato che è stato sempre geloso di me e mi ha detto: “Tu avevi un’innocenza che nessuno aveva e che dovevi mantenere. Non devi essere come le altre”».
«Siamo stati tutto il giorno insieme, ci siamo tenuti la mano. Mi ha detto che mi vedeva che ero bellissima, felice. Ho un bellissimo ricordo di mio fratello». «L’ultima volta che ci siamo riuniti tutti e quattro i fratelli è stato al funerale di mamma. Lei era malata di Alzheimer, ma all’epoca ancora non si sapeva e cercava spesso di mettere zizzania tra di noi. Noi non l’abbiamo mai incolpata e dopo la sua morte abbiamo ritrovato la nostra unione come fratelli».





