Carmen Lasorella nel 1987 è stata assunta in Rai, dove ha lavorato per diversi anni come inviata di guerra e conduttrice di programmi di attualità, economia e politica estera. Tra i suoi servizi più noti, quelli sulla crisi in Somalia, in Bosnia, in Iraq, in Afghanistan, in Birmania e in Cina. Nel 1995 Carmen Lasorella sopravvive a un attentato a Mogadiscio, in Somalia. La giornalista rimane ferita, mentre il collega Marcello Palmisano e dieci uomini della scorta perdono la vita. Viene poi sequestrata dai mercenari, e in seguito rilasciata.

Carmen Lasorella ricorda quei momenti di terrore in un’intervista: «Era appena finita la guerra tra Iran e Iraq e c’era necessità di documentare quanto stava accadendo. Ai tempi una donna in un contesto di guerra faceva ancora impressione; quando tornai trovai molte facce rove, contrariate da questo successo… La mia presenza aveva fatto impennare gli ascolti».

A La Gazzetta del Mezzogiorno dice: «Nel 1995 rimasi vittima di un agguato a Mogadiscio dov’ero stata varie volte. Il fuoco incrociato ci tenne in ostaggio per 38 minuti nella Land Cruiser. Marcello Palmisano, mio amico e compagno di lavoro, stava rannicchiato accanto a me. Quando venni ferita dalle schegge e l’abitacolo prese fuoco mi preparai alla fuga. E soltanto allora capii che Marcello era morto. Sangue ovunque. Breve sequestro, riconoscimento alla morgue, inchieste della magistratura, polemiche sul diritto di cronaca, depistaggi, insinuazioni completarono il lavoro dei cecchini somali».

Dopo la Somalia, Carmen Lasorella lascia tutto

Dopo aver lasciato il giornalismo, Carmen Lasorella si è dedicata ad altre attività. Dal 2008 al 2012 è stata direttrice generale ed editoriale di San Marino RTV. Nel 2013 è stata nominata presidente di RaiNet, la società che gestiva i siti web della Rai. Nel 2017 ha vinto una causa contro la Rai per dequalificazione professionale. Nel 2019 si è candidata come presidente della Regione Basilicata con una lista civica, ma si è ritirata prima delle elezioni.