Ci vuole coraggio a bestemmiare al Teatro (piccolo) Eliseo con la sala riempita fino all’ultimo seggiolino disponibile dopo un crescendo emozionale che trattiene fiati sospesi e mascelle elastiche pronte a reagire di risata esplosiva. Carrozzeria Orfeo ha coraggio, lo fa. Lo ha fatto nell’ultima delle tre meravigliose creature che ha regalato al Teatro italiano: Thanks for Vaselina.


Originale la scelta di mostrare la trilogia al contrario, partendo con il recente Cous Cous Klan, passando dal solido Animali da bar per concludere con il cult Thanks for Vaselina. Il percorso a ritroso ha raccontato benissimo l’evoluzione del gruppo mantovano, capace di nascondere, dietro alle battute taglienti e dirette dei loro dialoghi, un marcio mondo di vite sconclusionate di perdenti. Emarginazione e difficoltà sociale, amore e odio, cinismo e poesia, sono temi evidenti nella drammaturgia del gruppo ma combinati ad arte nella regia sempre tessuta in maniera
efficace.

Carrozzeria Orfeo - I tre membri
Carrozzeria Orfeo – Immagine Web


Il pubblico sta al gioco. I personaggi sono vivi e quando cala il sipario restano in testa come vecchi amici per cui ti viene da chiedere cosa staranno facendo o cosa faranno dopo. La forza è proprio questa, lasciare addosso la sensazione di aver spiato delle vite sconclusionate in un momento qualsiasi (e possibile) della loro privacy. Un teatro realmente “pop”, dove arguzie e “pipponi” sono superflue. Attori, corpi, trama e intrecci. E la vittoria è assicurata.


Cous Cous Klan. (con Angela Ciaburri, Alessandro Federico, Pier Luigi Pasino, Beatrice Schiros, Massimiliano Setti, Alessandro Tedeschi – voce fuori campo Andrea Di Casa – drammaturgia Gabriele Di Luca – regia Gabriele Di Luca, Massimiliano Setti, Alessandro Tedeschi) È il racconto sopra le righe di una disavventura tra vicini di casa molto particolari. La rivalità tra vicini, si sa, è sempre presente: qui i dirimpettai vivono dentro due roulotte fatiscenti, Caio, un ex-prete, Achille, un sordomuto bislacco e Olga, una cicciona orba, fratelli, si contendono la tranquillità in un pezzo di discarica abbandonata, in chissà quale città del Pianeta, con Mezzaluna, compagno di Olga e musulmano ambulante che seppellisce rifiuti tossici mentre prova a convincere suo padre che la jihad non è cosa buona e giusta.

Carrozzeria Orfeo - Cous Cous Klan I protagonisti
Carrozzeria Orfeo – Cous Cous Klan immagine web


L’ordinaria guerra tra vicini è disorientata dall’arrivo di altri due personaggi impossibili: Aldo, un medico buttato fuori di casa e costretto a vivere nell’auto e Nina, una ragazza irrequieta e selvaggia che tesserà la tela per condurre i personaggi decadenti e arresi alla sconfitta, alla vittoria sociale. Il tempo della narrazione è il futuro, in un mondo in cui l’acqua è stata privatizzata e nessuno può avvicinarsi alle sorgenti, men che meno alle fontane.


Lo spettacolo vive della forza eccezionale degli attori, capaci, nelle loro dissonanze e anomalie sociali, di accordarsi nel ritmo delle trovate comiche (alcune talmente grottesche da far sorridere solo a ripensarci!) per scovare, alla fine, nel profondo delle loro vite buttate nella discarica, la forza di unirsi e fare squadra per sanare un’ingiustizia atroce.


Nina, strepitosamente interpretata da Angela Ciaburri, è la Sfinge che arriva a scoperchiare le bare in cui sono rintanate le anime degli altri, un personaggio essenziale la cui solidità sfuma nell’apoteosi del sogno, matrice amata dai “carrozzieri teatrali” che permette di lasciare impresso il messaggio per cui: ciascuno è artefice del proprio destino. Eccellente spettacolo che mostra la maturità del gruppo, disegnato sulla consueta piattaforma tanto cara al terzetto Di Luca-Setti-Tedeschi, capace di far sganasciare dalle risate ma anche di far compassione: la più importante e forse l’unica legge di vita dell’umanità intera, come diceva Dostoevskij.

Carrozzeria Orfeo - Animali Da Bar il cast
Carrozzeria Orfeo – Anaimali Da Bar Immagine Web


Animali da bar. (con Beatrice Schiros, Gabriele Di Luca, Massimiliano Setti, Pier Luigi Pasino, Paolo Li Volsi – voce fuori campo Alessandro Haber – regia Gabriele Di Luca, Massimiliano Setti, Alessandro Tedeschi) È un noir grottesco, che profuma di birra e puzza di piscio, per dirla con una
frase in linea con il linguaggio del gruppo. Il luogo scelto è un bar in cui non entra mai nessuno salvo gli ennesimi improbabili personaggi: un impresario di pompe funebri per animali di piccola taglia, una barista ucraina brutta, un vecchio malato di cancro ai testicoli, un melariano senza palle picchiato dalla moglie, uno zoppo bipolare che deruba le case dei morti nel giorno del funerale.

Già la descrizione dei personaggi basterebbe a sancire l’assurdità della combinazione di queste vite. Ma anche qui, la Sfinge, è presente: il personaggio burattinaio è uno scrittore antipatico e scontroso condannato dal suo editore a dover scrivere un romanzo sulla Grande Guerra che, strizzando l’occhio ad Hemingway, si trastulla con ripetute bevute di birra e spara sentenze distruggendo le già nefaste vite degli altri. E proprio da questa continua distruzione verrà fuori la
salvezza, romanzata e letteraria.

Sublime è Beatrice Schiros, capace di avvolgere a sé stessa i fili intricati di questa bella storia da romanzo.

Carrozzeria Orfeo - Animali Da Bar : Il cast immagine web
Animali Da Bar – Il cast immagine web

Thanks for vaselina. (con Gabriele Di Luca, Massimiliano Setti, Beatrice Schiros, Alessandro Tedeschi, Francesca Turrini – drammaturgia Gabriele Di Luca regia Gabriele Di Luca, Massimiliano Setti, Alessandro Tedeschi) Il prorompente inizio dello spettacolo lascia presagire l’ennesimo covo di freak della società pronti a raccontare, assurdità dopo assurdità, un’altra anomalia sociale. La famiglia anomala di Thanks for vaselina racconta di una madre ludopatica, un padre transessuale ipercristiano, un coinquilino rastafariano ossessionato dalle battaglie civili (tipo amputare le alette di svariati polli d’allevamento per protestare contro i soprusi dei polli stessi), una grassona vestita da principessa alla ricerca di un’approvazione materna e un carlino vestito da Hello Kitty.

Carrozzeria Orfeo : Thanks For Vaselina Ph ©L. Pozzo
Carrozzeria Orfeo : Thanks For Vaselina Ph ©L. Pozzo


Bingo.
Seppur il primo spettacolo di Carrozzeria Orfeo sia quello più amato e nonostante il plot sia accattivante, si notano alcune lievissime falle drammaturgiche che a volte rallentano il ritmo. Problema abbondantemente risolto negli altri due eccezionali spettacoli.

Carrozzeria Orfeo: toglie i bozzi dall’anima e vernicia le fiancate delle guance con crampi da sorrisi. Un’officina artistica ben attrezzata a cui affidarsi per un’ora e mezza di ottima revisione teatrale.
Una realtà. Bella. Italiana. Essenziale.