Cinema

“Che pasticcio, Bridget Jones!”, le curiosità dal set tra Londra e Phuket

Stasera torna in tv uno dei personaggi femminili più amati del cinema contemporaneo: la goffa e incorreggibile Bridget Jones. Si tratta del secondo capitolo dedicato a questa quasi-eroina della commedia romantica. “Che pasticcio, Bridget Jones!” apre infatti un’inedita finestra sullo spaccato di vita che si stente dopo il lieto fine conquistato con le unghie e con i denti dalla trentenne londinese.

Uscito nelle sale nel 2004, il film di Beeban Kidron procede tra alti e bassi: uscite imbarazzanti in pieno stile Bridget Jones, gelosia, ritorni di fiamma e un viaggio in Thailandia da cui nasceranno il nodo e lo snodo principale del film.

Un pacco a Phuket

Che pasticcio, Bridget Jones!” s’ispira, come d’altronde anche il film precedente, all’omonimo romanzo della scrittrice Helen Fielding. Tuttavia, la trama della seconda pellicola si distanzia dal suo corrispettivo romanzesco.

Come anticipato, il plot prevede che per una parte consistente del film Bridget si trovi in Thailandia. Ed è qui, in particolare a Nai Yang Beach nei pressi di Phuket, che si sono svolte le riprese. Il cast e la troupe hanno frequentato molto i locali della zona durante il periodo delle riprese, affezionandosi in particolare al Mama Mia’s.

Lo tsunami del 2004 avrebbe purtroppo raso al suolo il locale. Un anno dopo, il pianista di un hotel di Phuket ha tentato di mettersi in contatto con il cast in ogno modo. In risposta, il musicista ha ricevuto uno scatolone pieno di gadgets del film da parte di Renée Zellweger. Dentro c’era un poster firmato dagli attori del film, che ora è affisso al muro del nuovo Mama Mia’s, riaperto nel 2009.

“Che pasticcio, Bridget Jones!”: la (ri)costruzione di Bridget

Com’è noto, l’attrice Zellweger è statunitense (texana per la precisione) e ha quindi dovuto lavorare molto sul suo accento per interpretare la donna inglese nata dall’immaginazione di Helen Fielding. Per il primo film la produzione le aveva affiancato una dialect coach, Barbara Berkery, che l’aveva portata ad un ottimo livello.

A tre anni di distanza, però, Zellweger aveva disimparato quasi tutto e si è ritrovata a dover partire quasi da zero. Pensare che mentre giravano “Il diario di Bridget Jones” era stata persino presa in giro per la cadenza troppo “posh” che aveva assimilato a causa dell’assidua presenza di Hugh Grant al suo fianco sul set.

Ma Zellweger non ha dovuto affrontare solo lo scoglio linguistico. Come già tre anni prima, per calarsi al meglio nei panni della paffuta cittadina inglese, l’attrice ha dovuto aumentare il proprio peso di 12 chili. Tutta un’altra storia la questione del fumo. Da non fumatrice, Renée ha usato per tutte le riprese delle sigarette finte con effetto fumo.

La ripida discesa sugli sci

Nonostante Beeban Kidron volesse predisporre due stuntwoman per la scena della rischiosissima discesa sulla neve di una Bridget digiuna di sci, Zellweger non ne ha voluto sapere. L’attrice premio Oscar si oppose con forza all’idea di avere delle controfigure. Con la discreta preparazione da sciatrice, ha girato tutta la sequenza che, a quanto dichiarato da lei stessa, non vedeva l’ora di riprendere.

Se dopo questa breve panoramica sul dietro le quinte, avete voglia di recuperare questo secondo atto della commedia romantica, stasera Bridget vi aspetta su La5 alle 21.10.

Debora Troiani

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Debora Troiani

Laureata in Lingue, Letterature, Culture e Traduzioni alla Sapienza, studio ora Editoria e Scrittura, con un curriculum orientato al giornalismo. Sono una grande appassionata di lingue e letterature straniere (soprattutto russa e tedesca), di teatro, cinema e in generale di forme d'arte impegnata che affronta temi sociali.
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