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Chef a domicilio: come diventarlo

Le restrizioni imposte a ristorante e luoghi di somministrazione di cibo ha fatto emergere una nuova figura professionale che sembra destinata a restare: lo chef a domicilio o personal chef. Da chi è richiesta questa figura? da tutti coloro che vogliono organizzare una cena o un evento a casa o in strutture apposite. A San Valentino o in occasione di compleanni e anniversari è un’idea originale di regalo che sta conquistando sempre più pubblico.

Cuoco a domicilio: come iniziare

Per intraprendere questa professione i requisiti di base sono:

  1. Avere un’esperienza consolidata e reale in cucina, preferibilmente nel settore della ristorazione professionale
  2. Essere in possesso di una regolare partita IVA ed essere iscritti alla Camera di Commercio di riferimento della zona. Lo chef a domicilio è un vero e proprio libero professionista e come tale è inquadrato fiscalmente.
  3. Aver conseguito un attestato HACCP rilasciato da ente abilitato e certificato che dimostri conoscenza approfondita delle norme previste in materia di igiene nell’ambito della somministrazione e preparazione di cibi e bevande. Attualmente è possibile seguire questi corsi comodamente online e l’attestato viene ricevuto via posta elettronica. In base al ruolo da svolgere sono necessarie più o meno ore di formazione su argomenti diversi. Per questo prima di acquistare il corso è bene accertarsi sempre che il piano formativo corrisponda a quanto riportato dal Regolamento UE 852/2004 Dlgs 193/07

Chef a casa: cosa serve

Dopo aver verificato di avere tutti i requisiti di base per la professione, è necessario organizzarsi per:

  • Redigere un business plan approfondito nel quale vengono preventivati costi necessari per mezzi di produzione, oneri fiscali e previdenziali, previsioni di guadagno e piano di sviluppo diviso in fasi. Per diventare cuochi a domicilio è necessario entrare nell’ottica della gestione d’impresa; è sempre preferibile rivolgersi ad un commercialista esperto prima di iniziare l’attività per essere aiutati nella scrittura del business plan.
  • Abiti da lavoro professionali. Consigliamo di scegliere sempre una divisa da chef vera e propria e di evitare di abbinare indumenti che non siano stati prodotti e realizzati per i professionisti della cucina. Per quanto riguarda colore e modello è chiaramente a discrezione del personal chef; in ogni caso consigliamo di effettuare prima una ricerca per individuare quali siano le tendenze del momento per non apparire come un cuoco improvvisato o comunque diverso rispetto a quelli dei ristoranti.
  • Attrezzatura e utensili di base da portare con sé per lavorare velocemente e per garantire preparazioni professionali. Un cuoco preferisce di norma lavorare con i propri coltelli, spatole e mixer. Solitamente viene effettuato un sopralluogo nell’abitazione o location per verificare che ci siano forni e fuochi sufficienti, elettrodomestici da cucina necessari e dispositivi di raffreddamento e refrigerazione. In base a ciò che può mettere a disposizione il cliente si possono quindi adattare i menù e avere il tempo di trovare soluzioni originali ad eventuali carenze. In alcuni casi viene richiesto un servizio di catering a domicilio, quindi con consegna di piatti già pronti da ultimare magari nell’abitazione privata.
  • Avere un mezzo di trasporto che permetta di raggiungere agevolmente anche le residenze fuori dal centro. Spesso gli chef a domicilio vengono ingaggiati per feste private in ville fuori città.
  • Marketing e Comunicazione adeguati. Una volta acquisiti tutti gli strumenti e assolti gli obblighi fiscali ed amministrativi sarà necessario, chiaramente, trovare dei clienti, o, anche meglio, farsi trovare da loro. Qui comincia la parte forse più impegnativa ma anche la più interessante per chi decide di diventare uno chef freelance. Vediamo più nel dettaglio quali sono le opportunità del momento.

Marketing Strategy per personal chef: dove farlo, per chi e come

Per il vostro piano marketing avrete bisogno innanzitutto di saper qual è il vostro pubblico. Trattandosi di un’attività locale occorre tenere presente il mercato di riferimento e scegliere zone e città che possano sviluppare la richiesta. Possiamo affermare senza dubbio che le maggiori città italiane siano quelle che offrono un bacino per questo tipo di mestiere ancora di nicchia (in fondo si tratta pure sempre di un servizio di lusso). Dall’altro lato è vero che avrete più concorrenza rispetto a centri più piccoli.

Dove offrire servizi di chef a domicilio?

Una buona strategia può consistere nello scegliere una città nella quale siano già presenti cuochi a domicilio, come Roma, Milano, Napoli, Palermo, Cagliari e altri capoluoghi per poi puntare a far conoscere il servizio anche nelle città limitrofe. Come? Attraverso marketing online e offline. Distribuire volantini o affittare spazi pubblicitari dove affiggere i propri manifesti può essere un’ottimo canale per “creare” un pubblico delle cene a domicilio lì dove ancora non c’è. Nel frattempo potrete contare sui clienti della metropoli chiaramente spendendo un po’ di più per la pubblicità.

Pubblicità personal chef sui social: è utile?

Il mondo del fooding è da tempo protagonista dei social e non sembra soffrire di alcuna crisi. Complici le trasmissioni televisive che hanno portato in auge chef stellati e, contemporaneamente, hanno contribuito ad una educazione di massa dei palati degli italiani, il food blogging è una vera e propria branca del marketing digitale e la professione del cuoco ha acquisito grande lustro. Se volete intraprendere la carriera di cuochi a domicilio il consiglio è di prendere in considerazione primariamente i canali social Instagram e Facebook. Tiktok può essere utile per fare branding, per acquisire notorietà grazie a video divertenti e virali ma il suo pubblico molto giovane non è probabilmente quello interessato alla prenotazione di una cena a domicilio.

Piattaforme di aggregazione e associazioni

Quando si debutta come chef privato può essere utile affidarsi a delle piattaforme che mettono in comunicazione cuochi e clienti. Quando non si conosce ancora il settore né il mercato questo è un modo per appaltare ad altri la promozione e la comunicazione del servizio. Chiaramente sarà necessario pagare una commissione o un abbonamento al marketplace di turno ma potrebbe valerne la pena almeno nella fase di start up. La F.I.P.P.C., Federazione Italiana Professional Personal Chef, ad esempio, oltre a mettere a disposizione una piattaforma online (https://www.fippc.com/) tra le prime per le ricerche google per personal chef, offre la possibilità di frequentare corsi online per imparare a cucinare in modo professionale e corsi di formazione di marketing specifico.

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