Musica

Chester Bennington, la voce e la guida di una generazione

Il 20 luglio 2017 moriva Chester Bennington, voce dei Linkin Park e guida di una generazione che cercava un senso nel nuovo millennio. Chester era un’anima fragile. Un’anima divorata da un demone contro il quale lottava ogni giorno, anche con la sua musica. Chester è il frontman dei Linkin Park, la band che ha ridato speranza al nu metal e che ha fatto da guida ad una generazione che cercava un senso nel nuovo millennio che stava iniziando. Il 20 luglio 2017 Chester Bennington perde la sua battaglia contro la depressione e si toglie la vita. Il 20 luglio, lo stesso giorno in cui il suo amico e collega Chris Cornell avrebbe compiuto 53 anni.

Chester Bennington, l’amicizia con Chris Cornell

Tutti sapevano del profondo legame tra il leader dei Linkin Park e il cantante dei Soundgarden. Molto toccanti furono le parole che Bennington ha voluto rivolgere all’amico che come lui, si tolse la vita a causa dello stesso demone: “Non riesco a immaginare una vita senza di te. Prego che tu possa trovare la pace nella prossima vita”. È probabile che questo episodio sia stato la cosiddetta goccia che ha fatto traboccare il vaso e abbia indotto ancora di più Chester nel prendere la decisione di farla finita.

Si dice in realtà anche che egli soffrisse di carenze affettive e non avesse vicino nessuno, in un momento così delicato della propria esistenza. In più era probabilmente tormentato ancora dallo spettro degli abusi subiti in passato. Con la dipartita di Chester Bennington si è creato un vuoto incolmabile sia nell’anima dei Linkin Park, ma anche nei cuori dei milioni di fan che lo sostenevano. Tutto quello che ci resta è un’ eredità discografica fatta di 7 album in studio, 2 Live, 3 raccolte, 2 remix e oltre 60 milioni di dischi venduti, e 2 Grammy Awards.

Ilaria Cipolletta

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