Attore palestinese, Motaz Malhees è nato a Jenin, in Palestina. Ha frequentato la Freedom Theatre School di Jenin per studiare teatro e poi ha iniziato a formarsi con un gruppo di registi. Tra i suoi lavori più importanti si annoverano la sua partecipazione al cortometraggio The Crossing (2017), al film 200 Meters (2020), il film Speak No Evil (2024) e il film The Voice of Hind Rajab (2025).

Motaz Malhees è tra i protagonisti del film La voce di Hind Rajab, candidato a Miglior film internazionale, di Kaouther Ben Hania, che non ha partecipato alla cerimonia degli Oscar 2026. È stato l’attore stesso a denunciare la situazione con un post sui suoi profili social. «Non mi è permesso entrare negli Stati Uniti perché sono un cittadino palestinese. Fa male ma questa è la verità. Puoi bloccare un passaporto, ma non una voce. Sono palestinese e resto in piedi con orgoglio e dignità. Sarò lì con lo spirito. La nostra storia è più grande di ogni ostacolo e verrà ascoltata».

Il film ha avuto riconoscimenti importanti nei festival internazionali e il suo arrivo agli Oscar sembrava il coronamento di un percorso cinematografico significativo.
Eppure proprio nel luogo che più ama definirsi universale – Hollywood – si è consumato il paradosso più evidente. Il film può essere celebrato, applaudito, premiato. Ma uno dei suoi interpreti non può essere presente.
La regista Kaouther Ben Hania lo ha detto chiaramente davanti alle telecamere del red carpet. Ha parlato di discriminazione e di una decisione che non riguarda soltanto un documento negato, ma il clima politico che attraversa oggi gli Stati Uniti.
Non è la prima volta che la politica entra nel cinema, ma raramente lo fa con una simbologia così evidente: il protagonista di una storia che parla di guerra e confini resta bloccato proprio da un confine.