Massimo Ferrero è legato sentimentalmente a Manuela Ramunni che ha 24 anni in meno di lui. È stato prima sposato con Laura Sini, ereditiera dell’azienda casearia I Buonatavola Sini sita a Nepi, comune della provincia di Viterbo. Da questa unione la nasce la figlia Emma. Da un precedente matrimonio invece ha altre due figlie: Vanessa e Michele. Dalla sua attuale compagna sono nati altri due figli: Rocco Contento nato nel 2013 e Oscar, venuto al mondo tre anni dopo. È con la Sini che lancia il primo film della Blu Cinematografica intitolato Testimoni d’amore. Tra i collaboratori della sua società ci sono Ricky Tognazzi, Simona Izzo, Francesco Venditti e Claudia Gerini. Produce altri film: Libero Burro e La carbonara con cui perde un miliardo di lire; 800 milioni circa con Il dolce rumore della vita; con Il tempo dell’amore un miliardo e 600 milioni, infine tre milioni di euro con Io no del 2003. A causa della scarsa popolarità anche di quest’ultimo film è costretto a vendere una casa. Il 27 maggio del 2025 Massimo Ferrero è ospite di Belve di Francesca Fagnani.

Chi è Manuela Ramunni, la moglie di Massimo Ferrero

Massimo Ferrero oltre ad essere un produttore, imprenditore e dirigente sportivo è senza dubbio anche uno dei personaggi più estrosi del piccolo schermo nostrano. Dopo aver rilevato la Sampdoria nel 2014, è diventato anche il proprietario della squadra di calcio genovese acquisendo ancora maggiore popolarità ma dietro tutti questi successi professionali vediamo anche chi si cela nel suo privato raccontandovi tutto quello che siamo riusciti a scoprire sulla moglie, Manuela Ramunni nota anche come Lady Samp.

Dalla loro unione sono nati anche due figli: Rocco e Oscar nati rispettivamente nel 2013 e nel 2016. Pare che i due si siano conosciuti al matrimonio di Luca Argentero e Myriam Catania e che da allora il presidente della Sampdoria abbia iniziato un corteggiamento serrato nei confronti della donna descritto proprio da quest’ultima sul settimanale Gente in questa maniera:

Massimo mi mise gli occhi addosso. Ma poi sono andata a ballare e credevo di averlo seminato. Pochi giorni dopo mi telefonò: ‘Ndo staii?’ Io ero in Maremma con mia madre: ‘Passamela, come se chiama, Silvana? A Silvà, te faccio nonna…’ Tutto il giorno così, per molti giorni. Per sfinimento mi ha conquistata“.