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Chi è Pino Donaggio, il successo negli anni ’60: “Devo ringraziare Mina”

Della sua canzone più celebre, “Io che non vivo (senza te)”, esistono oltre 200 versioni che hanno venduto 80 milioni di copie. Tra le colonne sonore di Pino Donaggio, più di 230, figurano titoli come “Carrie – Lo sguardo di Satana” di Brian De Palma (la prima delle sette che ha firmato per il maestro americano), “Piraña” di Joe Dante, “Non ci resta che piangere” di Massimo Troisi, “L’arcano incantatore” di Pupi Avati, ma anche fiction popolari come “Don Matteo” e “Il maresciallo Rocca 3”. Pino Donaggio, però, 80 anni il 24 novembre, non vive la sua Venezia come un luogo dove godersi i successi di una carriera straordinaria (per cui, nel 2019, ha vinto il Premio Tenco): dal suo studio affacciato sulla Basilica della Salute continua a fare musica. «Purtroppo con la pandemia non è facile portare in studio un’orchestra di 52 persone, ma sto lavorando ai nuovi film di alcuni registi italiani» ci dice «e quest’anno è uscito il disco “Nei cinema e nella classica”, dove per la prima volta dirigo I Solisti Veneti, l’orchestra con cui ho cominciato».

«Mio nonno era musicista, mio zio primo flauto al Teatro La Fenice, altri due fratelli di mio padre suonavano e mio papà aveva una sua orchestra che si esibiva nei locali. Con lui, all’inizio della carriera, c’era anche il giovane Sergio Endrigo. Sono entrato in Conservatorio da bambino per studiare violino. Il mio sogno era quello di fare il solista, girare il mondo facendo concerti. Non immaginavo che avrei cantato e poi composto colonne sonore».

Alla Curci mi avevano fatto un contratto come cantante, autore, compositore e arrangiatore. Avevo inciso i primi 45 giri, ma pensavo ancora che fosse una prova. Finché, nel 1961, scrissi “Come sinfonia” per Mina. Il brano le piaceva, ma al Festival di Sanremo di quell’anno aveva già altre due canzoni: “Io amo, tu ami” e “Le mille bolle blu”. Così insistette perché la cantassi io. Avevo 19 anni e andai al Festival. Non vinsi, ma il brano andò in vetta alla classifica delle vendite. Il successo fu immediato. Avevo detto al mio maestro che sarei tornato dopo una settimana: mi presentai dopo un mese e lui non mi volle più in classe. Non mi ha parlato per vent’anni, si sentiva tradito».

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