Vittorio Vitiello45 anni, nato a Pompei, residente a Firenze, nel quartiere di Rifredi, ed è lui l’admin del forum Phica.eu, chiuso dopo vent’anni in autotutela. Scrivere dietro i nickname PhicaMaster e BossMiao e il sito si appoggiava su server russi e cinesi. Dal 2005 aveva subito un’evoluzione: da forum amatoriale al passaggio su server esteri nel 2012, fino all’oscuramento dell’ip reale e all’introduzione di abbonamenti vip.

Nei suoi confronti le ipotesi di reato sono ancora da approfondire. La Polizia Postale aveva ipotizzato nei confronti degli utenti i reati di diffamazione, diffusione illecita di dati personali, estorsione e truffa. Vitiello si è difeso ieri con un lungo post su Phica.eu proprio dall’accusa di estorsione. «Ovviamente questo è un servizio a pagamento. Se ordini una pizza e vai a prenderla di persona, non paghi alcun supplemento; la pizzeria però può proporti la consegna a domicilio con un costo aggiuntivo… Le faccio il prezzo speciale solo per lei perché non voleva avere blacklist o controllo link su Phica, e così ha avuto uno sconto di 300 euro».

Vitiello, originario di Pompei, vive da solo. È stato sposato fino a due anni fa. Poi si è separato: «È un uomo molto schivo, molto riservato, alquanto bizzarro». Ha vissuto anche a Coverciano. Ama i gatti e ne ha più di uno. È l’amministratore unico della società Lupotto srl, che si occupa anche di «organizzazione di eventi con l’ausilio di social network e attraverso influencer».

L’impresa ha fatturato 150 mila euro sia nel 2023 che nel 2024. «Un uomo alto e grosso, molto schivo e riservato. Stava sempre chiuso in casa, ordinava tutto online, arrivavano continuamente pacchi, spesa, lettiere e cibo per gatti», dice a La Stampa un vicino di Coverciano. Ufficialmente si occupa di consulenza per attività informatiche. E chi indaga è convinto che non fosse l’unico gestore a occuparsi del sito. Così come Phica era probabilmente il nodo di un network più grande. Nei giorni scorsi aveva parlato Roberto Maggio, titolare di una società che raccoglieva la pubblicità per il sito e che fattura un milione di euro. Nell’ultimo post Vitiello scrive: «Il lavoro è una cosa, la morale un’altra. Il sito è legale, non è morale».

Nel 2019 la polizia ha effettuato accertamenti su di lui e all’epoca aveva fornito alla postale gli indirizzi Ip del sito. All’epoca decine di donne fiorentine avevano sporto denuncia perché le loro foto erano state rubate e inserite in un sito pieno di contenuti pornografici.