Nato a Taranto nel 1934, Antonio Ansoldi, conosciuto anche come Tonino, ha avuto sin dall’inizio un destino legato alla discografia. Suo padre, Giovanni Battista Ansoldi, è stato uno dei fondatori della Ri-Fi, un’etichetta discografica che negli anni Sessanta e Settanta è entrata nel mercato italiano scoprendo alcune tra le voci più riconoscibili dell’epoca. Quando il padre è venuto a mancare, è stato Antonio a prendere in mano l’azienda di famiglia, assumendo il ruolo di direttore artistico. Ha lavorato dietro le quinte, tra scelte strategiche, cataloghi da costruire, contratti da firmare. Tra gli artisti passati dall’etichetta ci sono stati nomi che sarebbero poi diventati protagonisti della musica italiana: Cristiano Malgioglio, Memo Remigi, Mina, ma anche una giovane Iva Zanicchi. Un incontro professionale che, in poco tempo, si sarebbe trasformato in qualcosa di più personale.

La collaborazione professionale si è trasformata in una relazione e i due si sono sposati nel 1967, a Bologna. Dal matrimonio è nata una figlia, Michela. Il rapporto però non è durato a lungo e la coppia si è separata nel 1985. La cantante, in un’intervista, ha raccontato di avere dei rimpianti legati a quella scelta, dicendo: “Non avrei mai dovuto sposare mio marito. Non si meritava un matrimonio così e questa è una delle cose tristi della mia vita”. Il matrimonio tra i due non è mai stato annullato. A spiegarlo è stata proprio la Zanicchi che ha detto: “non voglio sposarmi. Non è più il tempo. Credo nel sacramento del matrimonio, mi sono sposata in chiesa una volta, potevo annullarlo ma non l’ho fatto”. Dieci anni dopo però, i due divorziarono. La Zanicchi si è sfogata anche sulla relazione che ha costruito con la figlia Michela: “Tutti gli anni andavo via un mese, io non l’ho mai vista piangere. A 18 anni compiuti, però, mi svelò che aveva sofferto tantissimo la mia assenza. Ho sbagliato a non portarla con me nei miei viaggi di lavoro perché volevo proteggerla, ora cambierei tutto”.

Ripensando a quel periodo, Zanicchi ha ricordato il loro matrimonio con un certo senso di colpa, ammettendo che non era innamorata come avrebbe dovuto: “Quando ho divorziato la colpa era solo mia, lui era innocente. Questo me lo sono portato dietro finora. Io lo stimo tantissimo, ma è andata così. Il divorzio è stato un fallimento vero”.