È morto all’improvviso a 61 anni nel periodo di Natale del 2022, causa di un malore Gabriele Piemonti, storico gestore del Bikini di Cattolica e marito di Ambra Orfei. Nel 2015 era convolato a nozze Ambra Orfei, matrimonio celebrato nella spettacolare cornice del castello di Gradara. È stato uno dei fondatori del Prince di Riccione e, proprio lui, volle batezzare con questo nome la celebre discoteca sulla collina.
Chi era Gabriele Piemonti
Un personaggio fondamentale per la storia della Riviera. Una persona che negli anni ha ha contribuito all’esplosione del turismo sulla costa romagnola. Ogni anno l’inizio della stagione veniva celebrato con l’immancabile appuntamento del concerto di Dj Ralf sulla spiaggia del Bikini in occasione del ponte del 25 aprile.
Ambra Orfei oggi
Oggi è Ambra Orfei a gestire la Sceniko Events e anche il Villaggio di Natale a Milano, il più grande della città, che nemmeno quell’anno ha smesso di funzionare. “Dall’ospedale sono corsa ai Giardini a sedare una specie di rivolta: i lavoratori, gli artisti, avevano saputo che era gravissimo e volevano fermarsi in segno di rispetto. Li comprendevo, io stessa non capivo più niente, tuttavia ho pensato: mio marito non vorrebbe. Era in terapia intensiva, non potevo stare nella stanza”, ha ricordato la donna, organizzatrice di eventi, con un passato da cavallerizza.
Ambra Orfei, discendente della famosa famiglia circense e figlia di Nando Orfei, ha sempre saputo reinventarsi nel corso della sua vita, pur senza perdere di vista la passione. Cresciuta nel circo, con un passato da cavallerizza, oggi gestisce il Villaggio di Natale a Milano, il più grande della città. Intervista dal Corriere della Sera, ha ripercorso alcuni momenti importanti della sua vita, parlato del presente e dell’amore per Gabriele Piemonti, scomparso nel 2022 nel giorno di Santo Stefano.
Piemonti si è sentito male nel giorno di Natale ed è morto poco dopo: “Essere impegnata mi ha aiutato ad attutire la botta, poi però è arrivato il vuoto”. Nei suoi confronti un grande amore: “Trovare un uomo così, per me che ero abituata a essere pressata ogni minuto, era incredibile. Capitava anche quando ero minorenne. Se succedeva a me, che ero “figlia di”, chissà cosa vedevano le altre. Io ero timida, vergognosa, con un carattere che alla fine mi ha salvato: dicevo “no”, “no”, “no” e filavo via”.





