Alba Parietti è la figlia di Francesco, partigiano e poi chimico, e di Grazia Dipietromaria, pittrice e scrittrice. Dopo la morte della madre, avvenuta il 21 ottobre 2010, ha deciso di raccontare la storia della sua famiglia nel libro “Da qui non se ne va nessuno”. Grazia Dipietromaria, la madre di Alba Parietti, era affetta dalla sindrome bipolare.
Chi erano i genitori di Alba Parietti
Alba Parietti mantiene vivo il ricordo di papà Francesco e ha sempre parlato di suo padre come un uomo che per i suoi ideali di giustizia e libertà ha combattuto in prima persona. Non è la prima volta che Alba Parietti lo ricorda come «il Partigiano Naviga», il suo nome durante la Resistenza nelle Langhe piemontesi. Sono trascorsi molti anni dalla sua morte ma Alba lo ricorda oggi sempre con grande affetto e ammirazione.
Qualche anno fa Alba Parietti ha scritto una lettera alla madre Grazia, chiedendole perdono per non aver compreso il suo disagio: “Quante volte ho desiderato avere una mamma diversa, più banale, normale, meno complessa, più facile da capire. Avevo il terrore di vedere che non eri la mamma che tutti gli altri avevano. Te l’ho rinfacciato, ti ho gridato il mio odio per le nostre incomprensioni, per le tue manie”. Oggi invece Alba, parlando della madre Grazia, dice: “Ma la follia di mia madre, che ho ereditato, è la cosa più bella che ho: la tengo sotto controllo, ci convivo e ne sono fiera. È una forma di altissima intelligenza”, ha confessato a Domenica In. Grazia Dipietromaria è morta per un ictus nel 2010 e i suoi organi sono stati donati, come ha raccontato la showgirl in diverse occasioni.
Da una parte, una madre che ricorda con grande tenerezza e, dall’altro, una furia che si scatenava senza un apparente motivo. Come tanti, anche lei ha dovuto convivere con lo stigma del disagio mentale e senza alcuna diagnosi, dato che in quegli anni era ancora un tabù parlare di malattie psichiatriche.
“Nessuna diagnosi lo ha mai potuto definire, perché lei rifiutava di farsi visitare dai medici. E così in casa si viveva questa situazione paradossale: c’era una donna allegra e premurosa che, nel giro di poco tempo, diventava sospettosa, aggressiva, a tratti violenta con mio padre. Si auto-convinceva che era in atto un complotto contro di lei, dichiarava che i miei amici o noi stessi della famiglia fossimo una specie di Associazione votata a fare del male”.





