Chi sono i Tenores di Bitti? I “Remunnu ‘e locu” si esibiranno questa sera a Sanremo 2024 con Mahmood, in occasione della serata cover. Bitti è la patria dei tenores, un paese di meno di 3mila abitanti in provincia di Nuoro. E oggi con orgoglio presenta l’arte che contraddistingue l’isola.
Chi sono i Tenores di Bitti

Ma perché si chiama “canto a tenore”? Non per la musica operistica. Infatti il significato è da ricondurre al verbo sardo “tennere”, che a seconda del contesto significa “raccogliere”, “acchiappare” o addirittura “tessere”. Le tre voci che formano “Su Tenore” (il tenore) raccolgono le melodie del solista per tessergli un intreccio armonico, in modo tale da accompagnarlo. Il coro è formato dall’unione tra la voce solista “sa oghe” (la voce), e “su tenore” (il tenore), il quale è formato a sua volta da tre voci totalmente differenti. Che sono basso, contra e mesu oghe (mezza voce).
I tenores “Remunnu ‘e locu”
Il gruppo dei Tenores di Bitti “Remunnu ‘e Locu” è nato nel 1974 con la formazione composta da Daniele Cossellu, voce e mezza voce; Dino Ruiu, voce e mezza voce; Mario Pira, basso; e Pier Luigi Giorno, contra. Il nome deriva da Tziu Remunnu, il poeta estemporaneo Raimondo Delogu. Il gruppo è un simbolo in tutto il mondo dei canti a tenore, canto protetto da Patrimonio Unesco come patrimonio di immaterialità dal 2005.
Il gruppo ha avuto modo di esibirsi letteralmente in tutto il mondo, dall’Australia all’Iraq, dal Kazakistan all’Argentina, al Canada, a Cuba e agli Stati uniti, passando per Egitto, Singapore e Marocco. Per esempio, in Francia si sono esibiti ben 26 volte. Hanno collaborato con personalità musicali simbolo della Sardegna, come Maria Carta, i Tazenda, Piero Marras, Luigi Lai, Paolo Fresu, Peter Gabriel e Ornette Coleman, Lester Bowie e Frank Zappa.
La partecipazione a Sanremo 2024 con Mahmood
A proposito della partecipazione al Festival, il concorrente ha detto: «Una delle mie canzoni italiane preferite di sempre. La profondità di questo testo è immensa. Ma sono felice di cantarla con loro perché rappresentano la mia terra d’origine. E poi sono bravissimi: qualche giorno fa abbiamo fatto le prove in studio e il più anziano del gruppo, che ha l’orecchio assoluto, è riuscito a prendere la nota dell’intro a cappella. Sono incredibili, sarà top».
Questo il commento dei Tenores, pronti per l’esibizione. «Ormai ci siamo, dopo giorni di preparazione e di prove, non ci resta che entrare sulla scena del Teatro Ariston con tutta la forza e l’emozione necessaria. Lo faremo consapevoli di portare in mondovisione la ricchezza e la bellezza di una terra intera, che con il suo canto millenario affronta questa avventura artistica con sobrietà e serietà. Lo faremo sapendo che su quel palco non ci saranno solo i Tenores di Bitti e Mahmood, ma ci sarà il sacrificio e l’impegno di un’Isola in terra sarda e di tante piccole isole che ci seguiranno in famiglia o con gli amici dalle più svariate località del pianeta. Il canto a tenore rimarrà sempre il canto del nostro mondo, delle nostre storie d’amore e delle proteste sociali, dei momenti di raccoglimento religioso e delle giornate di festa in cui si riuniscono le comunità. Grazie a Mahmood, domani sera, proveremo a condividerlo con tante persone in un modo diverso e alla pari con altri stili musicali”.
Marianna Soru
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