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Chiamatemi Anna, la terza e ultima stagione disponibile su Netflix

È ufficiale! Chiamatemi Anna è adesso su Netflix e questi ultimi dieci episodi chiuderanno l’adattamento di uno dei classici della letteratura mondiale.

Nella terza stagione della serie, seguita dalla showrunner Walley-Beckett, siamo sul finire del XIX secolo e Anna compirà 16 anni. 

Per la ragazza arrivano i nuovi problemi della vita “adulta”, i vari personaggi si ritroveranno ad affrontare questioni come l’identità, il femminismo, il bullismo e la parità di genere.

Chiamatemi Anna, la locandina – Photo credit: web

Basata sul romanzo Anna dai capelli rossi di Lucy Montgomery, tutto inizia quando Anna viene mandata a vivere da un’improbabile coppia di fratelli anziani. 

Marilla e Matthew Cuthbert volevano adottare un maschio per essere aiutati nella fattoria di Green Gables ma, una volta conosciuta Anna, non la manderanno mai più indietro.

La serie Netflix Chiamatemi Anna racconta di questa orfana di 13 anni che, nonostante il passato brusco e segnato dalla violenza, diventa una ragazza espansiva e chiacchierona, dotata di fervida immaginazione. 

La prima stagione esplora il rapporto, inizialmente diffidente, tra Anna e i due fratelli, che capiranno come l’arrivo di Anna cambierà per sempre le loro vite. 

Durante la seconda stagione, invece, Anna annuncia di voler diventare un’insegnante grazie all’esempio della signorina Muriel Stacy, la nuova insegnante.

Diventerà una futura donna moderna per cui il colore della pelle o l’identità sessuale non fa differenza, la modernità non fa paura perché …

diverso non è sbagliato, solo unico.

La vediamo come la solita ragazzina vivace dal cuore grande e ancora profondamente innamorata della vita, davanti a lei si apre una nuova fase di scoperte e di amore verso la natura che la circonda.

Le vicende narrate nel romanzo si svolgono sull’Isola del Principe Edoardo, la fattoria si trova nella città immaginaria di Avonlea.

C’è da dire, però, che la maggior parte della serie TV è stata girata negli studi cinematografici di Toronto o al Black Creek Pioneer Village, nella realtà, un museo all’aria aperta.

Serena Votano

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