Attualità

Chiesa, avviata l’indagine indipendente su abusi e pedofilia

La svolta della Chiesa di Zuppi: avviata indagine indipendente su abusi e pedofilia.

La svolta della Chiesa

Per la prima volta nella sua storia, la Chiesa italiana ha annunciato l’inizio di un’indagine indipendente sugli abusi sessuali e la pedofilia al suo interno.

Ad annunciarlo è stato Matteo Zuppi, il nuovo presidente della Cei (Conferenza episcopale italiana) ed esponente dell’ala più progressista della Chiesa di Roma.

L’annuncio

L’annuncio è stato fatto nel corso della 76esima Assemblea Generale della Dei e segna una svolta importante per la Chiesa italiana.

Fino ad oggi, infatti, quest’ultima è sempre stata restia ad aprire indagini sugli abusi sessuali all’interno.

Nel corso di una conferenza stampa, il cardinale Zuppi ha spiegato che l’assemblea permanente dei vescovi italiani ha approvato una determinazione con cinque linee di azione per una più efficace prevenzione del fenomeno degli abusi sui minori e sulle persone vulnerabili. Sarà inoltre implementata la costituzione dei Centri di ascolto, che attualmente coprono il 70% delle diocesi italiane.

L’indagine indipendente della Chiesa

La svolta, però, è segnata dall’inizio di un’indagine indipendente alla quale stanno lavorando due istituti universitari di criminologia e vittimologia. Zuppi, però, non ha voluto dire i loro nomi e non ha chiarito neanche da quanto siano al lavoro sul dossier.

Risulta certo, però, che il primo report nazionale che analizzerà i dati dei delitti presunti o accertati perpetrati da chierici in Italia nel periodo 2000-2021 sarà diffuso il prossimo 18 novembre, in occasione della Giornata europea per la protezioni dei minori contro lo sfruttamento e l’abuso sessuale.

Zuppi ha dichiarato:

“Il pensiero è sempre per le vittime, il loro dolore è la prima preoccupazione. Sarà previsto anche l’accompagnamento degli abusatori: la Chiesa è una madre e tuo figlio è sempre tuo figlio”.

Le polemiche

L’annuncio del cardinale Zuppi non è stato esente da polemiche.

L’indagine, infatti, riguarderà solo i casi avvenuti negli ultimi 20 anni e, di fronte alla domanda di un giornalista che chiedeva perché non si potesse andare indietro fino agli anni Quaranta, il cardinale ha spiegato:

“Non c’è nessuna volontà di copertura, è solo un problema di serietà. Non abbiamo interesse a suonarcela e cantarcela da soli, vogliamo una chiarezza vera: per certi versi ci fa molto più male perché quel periodo ci coinvolge direttamente. Ci prenderemo le botte che dobbiamo prendere, ci prenderemo le nostre responsabilità”.

Le parole di Zuppi sono state bocciate da Francesco Zanardi, presidente della Rete L’Abuso e in passato vittima di abusi sessuali da parte di un prete.

Secondo Zanardi, infatti:

“Non è un’apertura, ma un grande bluff. Qui stiamo parlando di trattare gli abusi avvenuti solo negli ultimi venti anni e questo è discriminatorio per le migliaia di vittime italiane che rimarranno fuori da questa indagine. Non mi sembra civile e sensibile. Io, per esempio, sono stato abusato negli anni ’80.

Gli studi scientifici dicono che vi è una maturazione del trauma che dura dai 3 ai 35 anni. Vuol dire che negli ultimi vent’anni ben poche vittime hanno denunciato sia alla Chiesa che alla magistratura. La Chiesa italiana quindi uscirà con un dato ben poco verosimile”.

Zanardi, infine, precisa di avere i nomi di tre ex magistrati disposti ad avviare un’inchiesta indipendente:

“Si sono sempre attivati nel settore, quindi direi super partes e adeguati a fare un’analisi del genere”.

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