Chiusura del Vivi Bistrot: lo storico locale in Villa Pamphili sarà sgomberato

La sindaca Raggi ha ordinato lo sgombero dello storico locale di Roma: le titolari protestano per aver richiesto dal 2015 un nuovo bando

L’ordine parte dai vertici e riguarda la chiusura del Vivi Bistrot: il locale che da ben 12 anni offre ristoro al parco più frequentato della capitale. Il 4 dicembre infatti una notifica di Roma Capitale avvisa le proprietarie del Bistrot del futuro sgombero che avverrà tra circa 25 giorni. Una “doccia fredda” per le due imprenditrici che dal 2015 richiedevano che venisse indetto un nuovo bando.

Lo spazio è di proprietà del Dipartimento del Patrimonio, dato in gestione dal 2008 a Cristina Cattaneo e Daniela Gazzini. Le due imprenditrici non si arrendono ed indicono una petizione su Charge.org per bloccare temporaneamente la rimozione coatta. Nella petizione si legge come “legalmente il comune abbia ragione” ma di come sia stato chiesto più volte dalle stesse imprenditrici un bando per l’assegnazione dello spazio.

Le concessioni sono state stabilite nel 2003 ed assegnate alla società Perugia Franco srl da loro rilevata. Un contratto 6+6 scaduto poi nel 2015. Con i termini scaduti dell’affitto le imprenditrici hanno però onorato i pagamenti mensili. Le proprietarie dell’attività affermano infatti che dal 2015 hanno richiesto sia il rinnovo che la disposizione di un nuovo bando in tre appelli distinti e diretti all’amministrazione Raggi. Richiesta utile per poter partecipare regolarmente al nuovo bando per l’assegnazione

Cosi dichiarano: “Non ci hanno mai risposto. Dal 2015 chiediamo di mettere a gara il punto di ristoro per la riassegnazione del bene, in applicazione della delibera 140- e abbiamo chiesto anche un’estensione temporanea della nostra concessione fino alla nomina del nuovo vincitore.” Il servizio offerto dall’attività infatti ha una duplice funzionalità: oltre a fornire un punto ristoro alle persone che frequentano il parco, ha anche quella di fungere da presidio anti degrado.

Il silenzio dell’amministrazione riguardo la chiusura del Vivi Bistrot

Risposta mai pervenuta da parte dell’amministrazione rimasta in silenzio. Lo sgomento delle imprenditrici si fa vivo nel vedere quindi una notifica che dispone la chiusura del Vivi Bistrot imposta entro il 3 gennaio 2020. Internet si rivela quindi l’unico mezzo di tutela e di mediazione per far fronte ad una decisione netta. “Veniamo sgomberati perché l’amministrazione non è stata in grado di scrivere un bando. Non chiedevamo favoritismi, chiedevamo di partecipare ad una gara ad evidenza pubblica che assegnasse una nuova concessione a seguito di un bando che […] nessuno ha saputo o voluto predisporre in adempimento a quello che sarebbe un preciso obbligo istituzionale per cui la cittadinanza li ha eletti.”

Il Vivi Bistrot non era quindi un solo punto ristoro, bensì un evidente deterrente allo stato di abbandono. Circa 300mila euro di investimenti documentabili da parte delle due proprietarie sono serviti alla riqualificazione della zona. Oltre ai servizi di caffetteria e ristorante infatti avevano organizzato attività estive e corsi di Yoga. Baluardo quindi della vitalità e della cura di uno dei più grandi parchi di Roma. Oltre alla cura della zona poi mancherebbero gli introiti sicuri che l’attività puntualmente versava ogni mese al comune, insieme all’opportunità lavorativa garantita ai dipendenti da un possibile contratto sociale verso i nuovi vincitori del bando.

Una situazione deleteria non solo per le imprenditrici quindi che in questi anni hanno curato brillantemente la zona. Solidarietà oltre che da i cittadini anche dalle forze politiche, specialmente da Forza Italia e Lega che ribattono sulle mancate prese di posizione del Movimento 5 stelle riguardo la cura del verde nella metropoli. L’amministrazione di risposta ha messo in calendario un’appuntamento con le imprenditrici per valutare le possibili opzioni da attuare.

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