Nelle ultime settimane il tema sull’immigrazione è diventato estremamente scottante: dalle detenzioni ingiustificate, alle espulsioni di massa. Il clima resta teso, adesso anche in Cile. Dapprima, il governo guidato da Gabriel Boric aveva adottato un decreto che prevedeva la regolarizzazione di 182.000 persone entrate illegalmente nel Paese. Da quando le redini sono state prese dal presidente di estrema destra José Antonio Kast, la situazione è cambiata. Il 30 marzo di quest’anno, Kast ha annunciato la revoca della regolarizzazione dei migranti. Ora sono iniziati ufficialmente i primi rimpatri organizzati.

Quali sono le misure contro l’immigrazione adottate in Cile?

Il nuovo governo guidato da Kast avvia una nuova fase della sua politica migratoria. Gli effetti sono immediati e concreti: avviene il primo volo di espulsione di immigrati in situazioni irregolari, trasferendo decide di persone in particolar modo verso Colombia ed Ecuador. L’operazione di cui sopra rappresenta la strategia che l’esecutivo ha intenzione di adottare con sistematicità. Le autorità, infatti, annunciano che i voli di rimpatrio diventeranno sì periodici, ma soprattutto parte di un piano più ampio teso a ridurre significativamente la presenza di migranti nel Paese. Questa, d’altro canto, rappresenta una delle colonne portati alla base della campagna elettorale di Kast. Adesso le sue stesse idee si stanno concretizzando.

I voli di rimpatrio, però, non rappresentano l’unico punto saliente. Come accennato qualche riga prima, il presidente ha affermato che bloccherà il processo di regolarizzazione di oltre 180.000 migranti entrati irregolarmente in Cile. Conseguentemente, è esclusa ogni possibilità di richiedere permessi di soggiorno. A ciò si somma il rafforzamento dei controlli alle frontiere, così come la realizzazione di barriere fisiche. Non esente dal piano anche l’impiego di strumenti tecnologici di sorveglianza e lo schieramento di personale militare in aree considerate sensibili.

Il governo, per giustificare queste manovre anti immigrazione, riporta che 6.000 persone inserite nel programma di regolarizzazione sono coinvolte in reati. Per questa ragione Kast ha anche annunciato misure più ferree contro la criminalità organizzata. Nel complesso, si parla di oltre 40 misure sia economiche che sociali che mirano a rimodellare l’intero Paese.

Stefania Cirillo