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Cina: la dottoressa Ai Fen sarebbe tornata a lavoro. Nessuna notizia dei due giornalisti dispersi

La dottoressa Ai Fen sarebbe tornata a lavoro all’ospedale di Wuhan. Nessuna notizia, ancora, dei due giornalisti Chen Qiushi e Fang Bin, scomparsi dopo aver avvertito la popolazione cinese del disastro coronavirus. 

La dottoressa Ai Fen 

Reporter senza frontiere, qualche giorno fa, chiedeva alle autorità cinesi di chiarire con urgenza la situazione della dott.ssa Ai Fen. Nelle ultime due settimane la dottoressa era scomparsa, dopo che aveva rilasciato un’intervista ai media in cui criticava la censura di Pechino per le informazioni sull’epidemia di coronavirus. Lunedì, da quanto si apprende da un articolo di Le Parisien, un giornalista di France Télévisions ha riferito di aver parlato con la dottoressa Ai Fen all’ospedale di Wuhan, dove lavora. Con un tweet  Arnauld Miguet ha scritto “Buone notizie. Ai Fen aveva emesso un allarme coronavirus, abbiamo parlato con lei stamattina, sta bene, è al pronto soccorso dell’ospedale di Wuhan.” Secondo quanto riporta l’articolo Le Parisien il giornalista Arnauld Miguet, non avrebbe nessuna informazione in più sul caso della dottoressa; se è stata sotto sorveglianza o se ha vissuto volontariamente la reclusione a casa. Probabilmente, il suo status di dottoressa e direttrice delle emergenza all’ospedale di Wuhan, deve aver giocato a suo favore. “Lei è meno a rischio degli altri -ha dichiarato il presidente di Reporter Senza Frontiere, Pierre Haski- Per le autorità cinesi è molto più delicato mandare un medico in prigione.” Report senza frontiere specifica in una nota che: “RSF ha preso nota del video pubblicato su account Weibo della dottoressa Ai Fen, dove afferma di essere libera di muoversi. Rsf spera che non sia stato messo in scena dal regime cinese. RSF rimane preoccupata per la scomparsa dei giornalisti Chen Quishi, Fang Bin e Li Zehua dopo aver indagato su COVID-19.”

Nessuna notizia dei due giornalisti cinesi 

Ancora nessuna notizia dei due giornalisti cinesi, Chen Qiushi e Fang Bin. Furono tra i primi a raccontare del coronavirus e a rivelare i punti critici della sanità cinese. Sono scomparsi a febbraio e “Oggi sono disponibili pochissime informazioni su di loro- ha dichiarato Pierre Haski- L’unica certezza che abbiamo è che sono nelle mani delle autorità cinesi”. Il primo scomparso è Chen Qiushi 34enne, avvocato per i diritti umani. I suoi post e video di denuncia hanno ottenuto milioni di visualizzazioni e l’attenzione della polizia. “Ho molta paura. Davanti a me ho il virus e dietro di me il potere cinese”, ha spiegato il 29 gennaio in un video girato a Wuhan. Il 6 febbraio il suo account Weibo è stato cancellato. Il giorno dopo, i suoi genitori sono stati informati che era stato messo “in quarantena”, anche se non soffriva di alcun sintomo del virus. Da allora, non c’è stato più alcun segno di vita. La storia di Fang Bing è molto simile. Manager di un negozio di abbagliamento tradizionale cinese, aveva pubblicato video dagli ospedali sovraffollati di Wuhan tra cui video di sacche per cadaveri ammucchiate in un minibus, in attesa di essere portate alla camera mortuaria. Dopo una settimana di lui non si sapeva più niente, nell’ultimo video diceva “Tutti i cittadini resistono, restituiscono il potere al popolo”. Pierre Hanski ha concluso: “O le autorità li terranno lì fino a quando la crisi sanitaria non diventerà un argomento meno scottante. In questo caso, possiamo immaginare che saranno rilasciati tra qualche settimana, ma questo rimane improbabile. L’altro scenario più consueto sarebbe quello di sentirne parlare ancora per un po’. Poi, entro sei mesi, scopriremo che sono stati incriminati per sovversione“. 

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