Squillo alle trombe per gli studi di Cinecittà di Roma, noti per il loro costante lavoro nella produzione e nella realizzazione tecnica di numerosissime pellicole, da ormai due secoli. Possiamo affermare oggi, con dati alla mano, che gli studi romani, baluardo dell’industria, stanno vivendo una vera età dell’oro, con un ritorno in utile e un aumento significativo della propria capacità produttiva.

Dati alla mano di un’incredibile rifioritura

Gli studi di Cinecittà, a Roma, sono tornati in attivo con un utile significativo, operativo di 1,1 milioni di euro (1,2 milioni di dollari) per l’anno fiscale 2025, come annunciato martedì, proprio mentre tre importanti produzioni hollywoodiane in diverse fasi di lavorazione si sono trasferite nel suo vasto set esterno.

Dopo un anno fiscale 2024 in cui gli studi – attualmente in fase di profonda ristrutturazione – hanno subito perdite per circa 12 milioni di dollari, le celebri strutture si sono riprese. Sono riuscite ad attirare La resurrezione di Cristo di Mel Gibson, ora nelle fasi finali della produzione. Avremo poi un film senza titolo di Antoine Fuqua per Netflix, con Denzel Washington nei panni di Annibale, le cui riprese inizieranno quest’estate. E infine, sempre da Netflix, la serie live-action di Assassin’s Creed diretta da Johan Renck (“Chernobyl”), in fase di pre-produzione negli studi da luglio 2025. Le riprese di quest’ultimo sono iniziate a marzo e dovrebbero durare sette mesi, fino a metà ottobre.

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Ristrutturazione e nuovi teatri di posa

Le iconiche strutture cinematografiche sono state rinnovate grazie a un prestito di 233 milioni di euro (268 milioni di dollari) concesso dal fondo di ripresa post-pandemia dell’Unione Europea, nell’ambito di un piano sessennale avviato nel 2021 che sta procedendo secondo i tempi previsti.

“Al termine del processo, che si concluderà a giugno di quest’anno, Cinecittà avrà raggiunto tutti gli obiettivi del piano”, ha dichiarato Cacciamani. “In totale, avremo 25 teatri di posa all’avanguardia, 10 ettari di aree esterne e 21.000 metri quadrati di spazio dedicati agli uffici di produzione.

Anche la cisterna dell’acqua degli studi romani – da sempre presente a Cinecittà ma fuori servizio da un decennio – è stata completamente restaurata. Ciò significa che, rispetto agli anni precedenti al rinnovamento, potrà contare su una capacità produttiva superiore del 60% quando opererà a pieno regime.

Spazi per la post-produzione e doppiaggio

Un altro aspetto cruciale del rinnovamento di Cinecittà è rappresentato dalle sue strutture all’avanguardia per la post-produzione video e audio, che includono sale di doppiaggio e missaggio e un laboratorio per lo sviluppo e il restauro di pellicole da 35 mm e 16 mm.

Cacciamani ha sottolineato che i suoi servizi di post-produzione sono stati recentemente scelti anche per film non girati negli studi, come la serie Netflix di Tim Burton “Wednesday” e “After the Hunt” di Luca Guadagnino, oltre che per film girati in studio, tra cui “The Dog Stars” di Ridley Scott e il documentario di Giuseppe Tornatore “Brunello: The Gracious Visionary”.

Cacciamani punta molto sulla diversificazione. “Tra scioperi degli sceneggiatori, incendi a Los Angeles e ora i dazi non si può più puntare solo sul cinema internazionale, quindi vorrei fare tornare a Cinecittà anche le produzioni domestiche. Il 15% del fatturato sarà destinato agli eventi come i David e si ospiteranno anche anteprime internazionali. Ci saranno poi diverse rassegne, appuntamenti, convention e incontri con le università per portare dentro le nuove generazioni”.

La Cacciamani infine conclude: “Non stiamo solo costruendo nuovi studi: stiamo ridefinendo cosa significa cinema in Europa. Non possiamo costruire il futuro del cinema se non valorizziamo chi, ogni giorno, gli dà forma con mani, idee e competenze. Il capitale umano di chi lavora a Cinecittà non è una risorsa, è la nostra identità. Tanti talenti preferiscono venire in Italia piuttosto che girare in altri paesi. Questo insieme di elementi ci ha permesso di riportare a Cinecittà tanti progetti che altrimenti non ci sarebbero stati”.

Cacciami parla dei prossimi ciak

Le produzioni italiane girate a Cinecittà includono la serie originale italiana della HBO “Portobello” di Marco Bellocchio.

Da Mel Gibson a Ridley Scott tornano le grandi produzioni. E si punta anche molto sulle produzioni italiane. Da agosto gli studi sono pieni. E tra i tanti set c’è quello del film The Resurrection of the Christ di Mel Gibson, l’atteso sequel de La passione di Cristo, che occuperà il nuovo Teatro 22. “Non ci è scappato per un pelo, stava per andare a Malta, ma lo abbiamo convinto grazie al nuovo studio 22 che ha un’altezza di 25 metri, 7 metri in più rispetto al teatro 5, che hanno convinto Gibson”, racconta Manuela Cacciamani. Gli studi ospiteranno la produzione di Roma elastica del regista francese Bertrand Mandico con Marion Cotillard, una coproduzione tra la francese Atelier de Production e le italiane Redibis Film e Dugong Films. E poi in cantiere anche il nuovo progetto di Ficarra e Picone e diversi nuovi progetti di Disney, Universal, Fox Nation. Proseguono anche gli accordi con Fremantle e Endemol Shine, che porteranno nuovi lavori nei teatri. Ad oggi si hanno difficoltà ad accogliere richieste e “abbiamo dovuto dire diversi no per l’ultimo quadrimestre del 2025”.

Augurando che i ricavati siano sempre più in crescita per il tempio del cinema che Cinecittà rappresenta, vi terremo aggiornati su tutti i prossimi ciak che negli studi saranno battuti.

Doriana Gatta