Cinema

Cinema è donna: le grandi dive del cinema italiano

Quando si parla di cinema il ritratto del cineasta prende troppo di rado i contorni femminili. Eppure, il debito che la storia del cinema deve a grandi interpreti, sceneggiatrici, registe, produttrici è pesante e tarda ad essere saldato. Un silenzio che grava sulla storia del cinema e su un mondo che ancora oggi fatica a dare il giusto spazio alle grandi professioniste della scena. Dunque ricordiamolo, il cinema è donna.

Alida Valli, Monica Vitti, Franca Valeri, Anna Magnani, Sophia Loren, Stefania Sandrelli, Gina Lollobrigida, Isa Barzizza, Claudia Cardinale, Marisa Allasio, Giulietta Masina. Le ‘dive’ del cinema, le donne che dominarono la scena italiana tra gli anni ’40 e ’60, famose anche oltreoceano, non furono solo mitiche interpreti ma vere e proprie pioniere della messa in scena. Con le loro performance rivoluzionarono il concetto di protagonista femminile, trasformando ciò che già a partire dagli anni Venti del Novecento prendeva il nome di Divismo.

Il divismo, un fenomeno italiano tutto al femminile

Il divismo in sé nasce parecchio prima che una Sophia Loren incantasse il mondo intero abbozzando lo spogliarello per Mastroianni in “Ieri, oggi e domani“. Il Divismo è un fenomeno di costume, portato poi al suo estremo negli Stati Uniti, che nasce in Italia negli anni ’10 del Novecento e viene esportato nel resto del mondo soprattutto a Hollywood, dove diviene parte integrante dello Star System. Si sviluppa come come passaggio inevitabile dal teatro al cinema, in cui attrici osannate dal pubblico, passano dal palco allo schermo e sullo sfondo di un’economia e un mondo che sta cambiando, il divismo si forma come prerogativa tutta al femminile.

La prima diva per eccellenza è infatti Eleonora Duse, magnifica attrice teatrale, recitò per il cinema solo in “Cerere” del 1916, diretto ed interpretato da Febo Mari e tratto dall’omonimo romanzo del 1904 della scrittrice sarda Grazia Deledda. Per lei viene coniato il titolo di Divina, da cui ‘diva’, da Gabriele D’annunzio. Siamo agli albori del fenomeno che a breve si imporrà attraverso il nuovo linguaggio cinematografico.

Alcune tra le più grandi dive del cinema italiano degli anni ’40 e ’60

Fino agli anni Quaranta almeno, alle interpreti femminili del cinema italiano vennero affidati ruoli abbastanza stereotipati, la cui funzione principale era quasi sempre quella di oggetto del sogno erotico del protagonista maschile. Unico caso a parte del cinema degli anni ’40, è quello della grandissima Anna Magnani. Icona di numerose pellicole cult come “Roma città aperta” del maestro Rossellini. Tra la fine degli anni ’40 e l’inizio degli anni ’50, invece, e per tutti i decenni a venire, si passa ad un fortunato periodo di gloria per le ‘dive’ nostrane. Le loro performance si scollano dallo stereotipo dando vita a un nuovo modello che si impone a poco a poco nell’immaginario comune.

Oltre ad Anna Magnani o Valentina Cortese, si fanno strada nuove interpreti. Tra queste: Gina Lollobrigida, Silvana Mangano, Silvana Pampanini, Lucia Bosè, Virna Lisi, Giulietta Masina, Marisa Allasio, Claudia Cardinale e soprattutto Sophia Loren. Il fascino e la bravura delle attrici italiane giunge anche all’estero, arrivando addirittura a oscurare le dive hollywoodiane a loro contemporanee. Facendo incetta di riconoscimenti nazionali ed internazionali, incantano il mondo intero.

Altra grande ‘diva’ italiana, Alida Valli, attrice dalla bellezza glaciale che esordisce giovanissima sul grande schermo, assumendo ruoli da protagonista in molti film dell’epoca. La sua versatilità risalta nei ruoli più drammatici, soprattutto nel film “Piccolo mondo antico” di Mario Soldati (1941) che alla prima edizione del festival di Venezia le valse un premio speciale come miglior interprete femminile. Negli anni ’40 lavora con alcuni dei più grandi registi del panorama internazionale come Alfred Hitchcock e Orson Welles. Nel 1951 presta una delle sue migliori interpretazioni nel capolavoro “Senso”, per la regia di Luchino Visconti

Arianna Panieri

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